Saranno 7,4 milioni gli italiani che si muoveranno per il ponte del primo maggio, di cui 2,4 milioni di minori, per un totale di 22 milioni di pernottamenti e un giro d’affari pari a 3,8 miliardi di euro. E’ quanto emerge dall’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi riguardo il movimento degli italiani per la festa dei lavoratori.
Solo l’8% degli italiani andrà all’estero
Il 92% degli italiani, inoltre, sceglierà di rimanere in Italia, mentre solo un 8% opterà per l’estero. La durata media della vacanza si attesterà sui 3 giorni, mentre la spesa media pro-capite raggiungerà i 512 euro, con una spesa giornaliera di circa 170 euro a persona.
Ciò che si evidenzia è la contrazione della durata media del soggiorno, che si basa sui 3 giorni. Il che – evidenzia Federalberghi in una nota – va letto come effetto diretto del calendario. Lo scorso anno il ponte del primo maggio cadeva di giovedì, offrendo un’ottima opportunità di collegarsi alla festività del 25 aprile e dunque di programmare un “ponte lungo”, ma la riduzione del tempo disponibile non porterà a una rinuncia da parte degli italiani, quanto piuttosto ad una rimodulazione del viaggio.
Il picco principale delle partenze si registrerà nella giornata di giovedì 30 aprile, con 4,7 milioni di italiani in viaggio, mentre il mercoledì 29 aprile e il venerdì 1° maggio registreranno 1,2 milioni di partenze ciascuno.
“Il turismo italiano tiene”
“Anche in una fase non semplice, il turismo italiano dimostra di tenere e di sapersi adattare – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. I dati del ponte del 1° maggio descrivono milioni di italiani in viaggio e un giro d’affari importante, il che conferma quanto questo settore resti centrale per la nostra economia. È chiaro – ha aggiunto – che il calendario di quest’anno offre meno possibilità di allungare la vacanza rispetto al 2025, e questo si è tradotto in soggiorni più brevi”.
Bocca mette in evidenza però che “non è venuta meno la voglia di partire: gli italiani hanno semplicemente scelto vacanze più concentrate, puntando sulla qualità del tempo e delle esperienze. Inoltre, la gran parte di essi resterà in Italia, scegliendo destinazioni di prossimità e di facile raggiungibilità. Il turismo – ha concluso Bocca – si conferma un pilastro della nostra economia, cosa che merita di essere sottolineata proprio nella fase in cui famiglie e operatori devono fare i conti con costi elevati e con le preoccupazioni legate alla situazione geopolitica attuale”.
Le mete preferite
Come emerso dall’indagine, il 92% degli intervistati resterà in Italia, mentre l’8% sceglierà una località estera. Le mete preferite per i viaggiatori che resteranno in Italia saranno il mare (39,7%), le località d’arte (25,3%), la montagna (17,4%) e, a seguire, le località termali (11,1%) e i laghi (6,1%). Per chi sceglie l’estero, vincono le grandi capitali europee (87%), seguite a grande distanza da quelle extraeuropee (5,5%).
L’alloggio preferito sarà la casa di parenti e amici (30,8%); seguono l’albergo, il residence e il villaggio turistico (24,9%), i bed & breakfast con un 16,4% e le case di proprietà (13,9%). Entrando nel merito della durata della vacanza, sarà di 3 giorni. Il 64,1% dei vacanzieri partirà giovedì 30 aprile, mentre il 16,2% il giorno precedente.
Il turismo si conferma un driver eccezionale per l’economia del territorio creando un giro di affari di 3,8 miliardi di euro. La gran parte della spesa dei viaggiatori sarà destinata ai pasti (29,1%) e al viaggio (21,5%). L’alloggio assorbe il 18,2% del budget, mentre allo shopping sarà destinato il 12,8% – rivelano i dati comunicati da Federalberghi.
Quanto al mezzo di trasporto, tre vacanzieri su quattro utilizzeranno la propria macchina per recarsi presso il luogo della vacanza. Il 18,6% viaggerà in aereo e il 3,9% in treno.
Chi non partirà e perché
Tra gli individui intervistati che non andranno in vacanza, il 53% ha rivelato di non partire per motivi economici; il 34,1% per motivi familiari e un altro 20% per l’aumento dei prezzi.

















