In un’epoca in cui la sostenibilità e la qualità dell’offerta turistica rappresentano leve cruciali per la competitività internazionale, il mare italiano si conferma uno degli asset strategici dell’industria del travel. Si tratta di un motore economico costante che genera occupazione, stimola l’imprenditoria locale, favorisce l’attrattività dei mercati esteri e contribuisce significativamente al Pil nazionale (secondo le stime di Unioncamere ogni euro speso nel turismo genera almeno 1,7 euro di valore aggiunto nell’economia locale).
Le nuove tendenze
Ci sono Regioni che storicamente guidano il comparto, come Puglia, Sicilia, Sardegna, Toscana ed Emilia-Romagna, ma anche il riconoscimento delle Bandiere Blu sta contribuendo sempre di più ad allargare il raggio d’azione anche a zone meno tradizionali, sostenendo un turismo diffuso e la lotta al sovraffollamento. Anche le campagne promozionali, pubbliche e private, sono riuscite a determinare nelle ultime stagioni una significativa affluenza anticipata, estendendo la stagionalità e generando un importante indotto per le imprese locali. Il turismo balneare in Italia ha, tradizionalmente, sempre sofferto di una concentrazione eccessiva nel mese di agosto con ricadute negative in termini di sostenibilità e qualità dell’esperienza turistica. Il trend in atto, invece, suggerisce che si sta procedendo sempre di più verso una destagionalizzazione, che valorizza anche i mesi di spalla, come maggio, giugno e settembre.
Domina la prudenza
La crisi internazionale legata allo scoppio del conflitto in Medio Oriente sta inevitabilmente generando un clima di instabilità generale, e se da un lato l’incertezza delle famiglie italiane si è riflettuta in un primo momento in un rallentamento delle prenotazioni, dall’altro, c’è una buona fetta della clientela che si sta orientando sempre di più verso le destinazioni balneari italiane, percepite come soluzioni più sicure e facilmente gestibili rispetto a mete estere.
I tour operator restano in questo momento in una fase di osservazione attiva, pronti ad adattarsi all’evoluzione degli scenari. Se per qualcuno infatti, gli ulteriori aumenti, legati a carburante, trasporti e costo della vita, potrebbero influenzare le scelte finali delle famiglie per le vacanze estive ormai alle porte, secondo altri il successo del Mare Italia è certo, perché quando si aprono contesti geopolitici complessi è fisiologico che una parte dei viaggiatori tenda a orientarsi verso destinazioni vicine, percepite come più rassicuranti. L’obiettivo comune? Rendere la vacanza in Italia accessibile e sostenibile anche in un contesto complesso come quello attuale.
I mercati stranieri
Di rallentamento delle prenotazioni negli hotel, soprattutto di quelle provenienti dai mercati d’oltreoceano, ha parlato recentemente anche Bernabò Bocca, il presidente di Federalberghi, in occasione della 76° assemblea nazionale della federazione: “E’ la guerra – ha detto – a condizionare tutte le strategie e le previsioni per i mesi a venire e se non si predispongono interventi per sterilizzare gli effetti di questo shock esogeno, le conseguenze potrebbero essere gravi e di lunga durata”.
Gli aumenti, in primis il caro energia, possono rappresentare infatti, secondo Bocca, una forte ipoteca non solo sui risultati dell’anno in corso ma anche sulle prospettive di quelli a venire: “Non possiamo ignorare il rischio geopolitico che pesa sugli scenari futuri – ha spiegato – i conflitti in corso non producono effetti solo sugli equilibri internazionali ma possono incidere anche sui flussi turistici diretti verso il nostro Paese”.
Alessandra Tesan

















