Nel business travel accelerano Ai, self booking e digitalizzazione delle trasferte. È la fotografia scattata a Milano da Beyond the Borders, evento promosso da LabSumo con Bt Lounge e il patrocinio di Aniasa e Gbta Italy, nel corso del quale è stata presentata una survey realizzata da BusinessMobility.Travel su 116 travel manager appartenenti a diversi comparti industriali.
L’evento ha visto gli interventi di esperti tra i quali David Jarach, fondatore ed executive chairman di diciottofebbraio, Massimiliano Sarti, caporedattore di THrends, Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano e Dario Bongiovanni, founder di T&E Consultancy.
Ascolto reciproco
Il dato che emerge con maggiore forza riguarda il ruolo crescente della tecnologia nella gestione delle trasferte aziendali. L’intelligenza artificiale entra infatti sempre più nei processi operativi di compagnie aeree, catene alberghiere e sistemi di gestione delle spese, con applicazioni concrete soprattutto sul monitoraggio dei costi e sull’automazione delle procedure. Una trasformazione che procede parallelamente alla diffusione dei self booking tool, ormai adottati da oltre metà della popolazione viaggiante delle aziende coinvolte nell’indagine.
“In azienda – ha dichiarato Antonio Ceschia, presidente di Bt Lounge – la gestione dei viaggi di lavoro è spesso una delle tante responsabilità, raramente il core business. Proprio per questo, la collaborazione tra professionisti del settore diventa uno strumento determinante per consolidare e valorizzare il nostro ruolo. Confrontarsi significa costruire una voce comune e dare visibilità alle reali esigenze dei travel manager. Solo così possiamo stimolare l’intera industry a tener conto della nostra visione e, allo stesso tempo, entrare in contatto con l’innovazione che propone. L’ascolto reciproco diventa così la leva fondamentale per favorire un’evoluzione condivisa e sostenibile del settore”.
Bene l’Italia
Fulvio Origo, regional director marketing and communications management di Gbta, si è soffermato sul giro d’affari a livello globale del business travel, che si stima nel 2025 abbia toccato quota 1,57 trilioni di dollari e nel 2029 raggiungerà i 2 trilioni di dollari, con l’Italia che nell’anno in corso registrerà una crescita del 6,5%.
Nei cieli
Le compagnie più utilizzate dal segmento business sono soprattutto i vettori tradizionali. In testa Ita Airways, indicata dal 29% dei rispondenti, seguita da Lufthansa con il 20%. Mantengono una posizione rilevante anche le low cost, in particolare Ryanair ed EasyJet, mentre Emirates conquista spazio sulle tratte a lungo raggio, scelta dal 6% del campione.
Sul fronte aeroportuale, Milano Malpensa si conferma il principale scalo business italiano, indicato dal 27% dei travel manager, seguito da Milano Linate (22%) e Roma Fiumicino (20%). Più distanti Venezia (7%) e Catania (5%).
Tra i principali disagi segnalati durante i viaggi d’affari spiccano la lentezza dei controlli aeroportuali, indicata dal 28% degli intervistati, la congestione dei voli con conseguenti ritardi (13%), le code ai check-in (13%) e i lunghi tempi di riconsegna dei bagagli (12%). Non sorprende quindi che i servizi più apprezzati siano quelli che consentono di risparmiare tempo: due travel manager su tre indicano come prioritari il fast track per i controlli di sicurezza e l’imbarco, mentre il 18% valorizza gli spazi lounge e il 12% le aree dedicate al lavoro.
Preferiti i 4 stelle
Nel comparto accomodation, le grandi catene internazionali dominano i viaggi all’estero. Accor è il brand più utilizzato (24%), seguito da Marriott (17%) e Hilton (16%). Per le trasferte in Italia, accanto alle grandi catene trovano spazio anche hotel indipendenti, scelti dal 18% dei viaggiatori, e B&B (12%).
La categoria preferita resta quella dei 4 stelle e il prezzo continua a rappresentare il principale criterio di scelta della struttura per il 36% dei travel manager. Tra le principali criticità emerge la limitata disponibilità di camere nei periodi di picco, segnalata da circa metà del campione.
Gli hotel si confermano inoltre asset strategici anche per il Mice, con il 78% degli intervistati utilizza infatti le strutture alberghiere anche per eventi, meeting e incontri di lavoro.
Digitalizzazione al centro
Sempre più automatizzati i sistemi di prenotazione. Oltre il 50% dei travel manager dichiara che gran parte della popolazione viaggiante della propria azienda già utilizza i self booking tool messi a disposizione dalla travel management company. I principali vantaggi riconosciuti a queste piattaforme sono la possibilità di visualizzare le policy aziendali (25%), la gestione integrata di voli, treni e alloggi in un’unica interfaccia (24%) e la reportistica avanzata (20%). La criticità più rilevante riguarda invece la difficoltà di modificare le prenotazioni.
Tra le tmc più apprezzate per l’offerta di questi sistemi figurano Uvet, Cisalpina, Aci Blueteam, Amex, Gattinoni e Frigerio.
Anche i sistemi di pagamento stanno evolvendo rapidamente, soprattutto dopo l’introduzione dell’obbligo di tracciabilità delle spese di viaggio. Oggi il 52% dei travel manager utilizza carte corporate per la gestione delle trasferte. Tra gli operatori preferiti spiccano AirPlus e American Express, scelti soprattutto per la possibilità di monitorare le spese in tempo reale e semplificare i processi di riconciliazione amministrativa.

















