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La partita con l’ intelligenza artificiale è guidata completamente dall’algoritmo? Quanto spazio resta all’intelligenza umana? A intervenire sul tema, per quanto riguarda il fronte alberghiero, è Andrea Delfini, founder & ceo di Blastness, specificando in prima battuta che il sistema adottato da Blastness è ibrido e prevede la capacità di intervento umano.

La partita Ai-revenue management

Delfini analizza in particolare il rapporto che intercorre tra Ai e revenue management in hotel, rivelando quanto di questa relazione è gestito dall’uomo e quanto è controllato dalla tecnologia. “I sistemi di revenue management negli hotel sono una delle più antiche applicazioni dell’intelligenza artificiale nel settore turistico alberghiero, la maggior parte si basa su algoritmi di intelligenza artificiale che suggeriscono le tariffe – spiega il manager – e i sistemi più evoluti sono dotati anche di funzioni di autopilot, cioè di sistemi che sono in grado, da soli, di cambiare le strategie tariffarie sulla base dei cambi di scenario e degli andamenti”.

Ad oggi la maggior parte dei clienti di Blastness (alberghi indipendenti italiani), “pur disponendo anche di funzioni di autopilot”, predilige guardare “i suggerimenti tariffari della macchina e poi fare in modo che sia l’uomo a decidere quali accettare e quali no”.

Oggi le funzionalità di autopilot si possono configurare per fare in modo che “la macchina possa agire all’interno di certi limiti”, per esempio tariffari, oppure temporali. Per esempio, nel caso in cui il revenue manager non sia in hotel, “si può dire alla macchina di muoversi da sola all’interno di certi confini, su certi periodi dell’anno, o su certe date, non al di sotto o al di sopra di una certa tariffa”. Delfini sottolinea che, nel settore turistico ricettivo, “raramente oggi viene data totalmente in mano alla macchina la strategia tariffaria, ma stiamo andando gradualmente verso un aiuto sempre maggiore della macchina con l’automazione”.

La piattaforma per la gestione delle offerte

La travel-tech italiana ha continuato a investire in ricerca e sviluppo di tecnologie innovative a supporto degli alberghi, focalizzando in modo particolare su big data e intelligenza artificiale. Quest’ultima “negli ultimi anni ha aiutato a realizzare gli obiettivi di sviluppo del canale diretto, dando un contributo più determinato nel contrasto alle Ota”, ha affermato il manager in occasione della seconda edizione di GatewAI 2026, la conferenza nazionale dedicata all’AI nel turismo, organizzata da Turismi.ai con Guida Viaggi, che ha visto come main sponsor Repower e sponsor Bluvacanze.

In occasione del panel a cui ha preso parte, Delfini si è soffermato sul fatto che, “dieci anni fa, Google disse che per affrontare il mondo della visibilità e dell’advertising e giocare a parità di armi con le Ota bisognava affidarsi a sistemi totalmente automatizzati. Noi stiamo investendo da anni su una piattaforma di Bms (Bid Management System), un sistema di gestione delle offerte, che raccoglie dati, si occupa della promozione, analizza le parole chiave, fa gli annunci, abbatte le aste in tutti i Paesi e vede qual è l’annuncio che riesce a catturare la prenotazione”.

Il manager lo cita come un esempio che però non sostituisce l’attività umana, perché un team di uomini non avrebbe mai potuto fare tutto ciò, “cioè analizzare più di 60mila aste all’ora, in 200 Paesi, in 7 lingue, giorno e notte”. I risultati? “Un’ottimizzazione enorme dei costi – afferma il manager -, perché più aste gestisce più la macchina impara. Riesce a essere always on a budget limitato, invece quando un albergo ha un budget flet, questo finisce nel momento in cui c’è tanta domanda e conversione , invece le Ota si devono inseguire sempre, soprattutto quando c’è pressione. Nel 2017 abbiamo compreso che la strada era quella dell’automation, che le Ota usavano già quindici anni prima”.

La digitalizzazione degli alberghi italiani

Il mercato alberghiero italiano a che punto è del suo percorso di digitalizzazione rispetto al contesto europeo? “Da un punto di vista tecnologico non siamo indietro – osserva Delfini -. Il livello di digitalizzazione degli alberghi italiani e di conseguenza il livello di utilizzo di tecnologie Ai, è un po’ in ritardo per ragioni strutturali, essendo l’Italia il Paese con il più grande numero di alberghi indipendenti e avendo la maggior parte degli alberghi a gestione singola, familiare, i percorsi di evoluzione digitale in senso assoluto e anche nel mondo Ai sono più lenti – osserva il manager – rispetto a realtà dove c’è una maggior presenza di aggregazione (catene, gruppi)”. Va da sè che, “più è grande la dimensione dell’azienda alberghiera, più è evoluta”.

Stefania Vicini

Per ascoltare la video intervista al manager si può cliccare su questo link

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