Una tecnologia da cogliere al volo e un imput all’azione che fa leva sulla consapevolezza che le agenzie di viaggi hanno tutti gli strumenti per poterlo fare. “Non dobbiamo più aspettare perché le possibilità che ci sono oggi sono alla portata di tutti”. E’ quanto afferma Gabriele Milani, direttore nazionale di Fto.
Il momento che stiamo vivendo, con il grande sviluppo di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale ha fatto sì che non sia più necessario avere “competenze digitali evolute, sta cambiando il modo di interagire delle persone, che scopriranno molto di più tramite ChatGpt, Claude, Gemini – commenta a Guida Viaggi -. Già oggi i motori di ricerca tradizionali stanno perdendo tanto peso, diventa quindi indispensabile porsi la domanda su come essere visibili rispetto a ieri, come poter essere presenti con il proprio sito, con i propri prodotti, come cambia la modalità di ispirazione di cercare un viaggio e di prenotarlo”.
Milani lo ritiene indispensabile per essere presenti come “business”, ma anche in termini di “efficienza, scrittura, ricerca di informazioni, catalogazione, tutte attività che portano via tempo. E’ quindi arrivato il momento di provare a studiare come eliminare attività inutili che non danno valore aggiunto, perché è possibile farlo, non è più complesso come prima, quando serviva un programmatore, si dovevano agganciare strumenti diversi tra loro, per cui erano necessarie delle competenze. Oggi è tutto molto integrato. Si deve valutare cosa mi dà valore e cosa no e Fto sta investendo tanto in formazione”, ha sottolineato il manager.
L’Ai fa crescere i margini in agenzia?
Recentemente Expedia Group ha dichiarato di avere realizzato una profonda revisione tecnologica incentrata sull’intelligenza artificiale, che l’ha portata ad avere la sua più alta redditività trimestrale di sempre. Viene quindi da chiedersi se l’Ai possa effettivamente aiutare ad aumentare i margini in agenzia. “Può farlo in due modi – asserisce Milani -. Determinati studi mostrano come le ricerche tramite strumenti di intelligenza artificiale abbiano un tasso di conversione molto più alto, il ritorno maggiore sulle vendite è anche in base agli investimenti che si realizzano rispetto a un canale tradizionale”.
L’altro aspetto indicato è “l’efficienza in margini in termini di minori spese che si hanno oggi, perché molto può essere automatizzato, alcuni costi si possono ridurre, occupando così il tempo in attività che possono portare maggiori vendite. Sono due modalità di utilizzare l’Ai efficaci e reali”.
Cosa ne pensano le agenzie
Un altro punto è l’atteggiamento assunto dal canale agenziale nei confronti di questa nuova tecnologia. In merito all’argomento Milani constata che c’è ancora “molta differenza tra agenzia e agenzia”. C’è chi si è buttata dal primo giorno su questo tipo di strumenti e “sta mettendoli in pratica e chi è rimasta in attesa”. Quello che è cambiato nel 2026 e nelle ultime settimane, è che “determinati strumenti incorporano tutto, sono alla portata di chiunque, ecco perché non si può più aspettare – ribadisce il manager -. L’invito è fare tanta formazione e mettere in pratica ciò che esiste già”.
Rientra in quest’ottica l’evento che si è svolto ieri a Milano, Focus Destinazioni + AI, promosso da Fto e Adutei, con la partecipazione di Raffaello Luly consulente digital Fto, che ha offerto alcuni suggerimenti per un uso pratico dell’intelligenza artificiale in agenzia e di tre destinazioni, Malta, Repubblica Ceca e Danimarca, che hanno avuto modo di offrire una panoramica sull’offerta turistica del proprio Paese, mettendo in evidenza nuovi modi e occasioni per scoprire la destinazione.
Prendere in mano la comunicazione
L’offerta di alternative, di nuove occasioni di scoperta diventa ancora più strategica in questa fase di mercato. Nella sua analisi Milani sostiene che ci sono “modalità diverse di affrontare la situazione, una situazione che, è stata critica e continua a esserlo”, riconosce, resa ancora più complessa dalle “notizie che circolano sulla carenza di carburante, sul fatto che non ci siano i rimborsi, sulle cancellazioni di voli, sono tutte drammatiche e in alcuni casi anche sbagliate, offrendo una rappresentazione non veritiera della realtà”.
Lato agenzie c’è la possibilità di proporre destinazioni “che non sono impattate dal conflitto, offrendo una possibilità di viaggiare diversa rispetto alle zone più critiche o più vicine a una situazione che, ancora oggi, non è chiara”.
C’è però un dato di fatto, “la gente ha voglia di viaggiare e ciò che stiamo spingendo è che dobbiamo essere noi i creatori delle notizie”. Secondo Milani la questione non va affrontata tanto dando battaglia “alle notizie false, che ci saranno sempre”, ma puntando sul fatto che il turismo organizzato è in possesso dei contenuti, “conosce i costi, dove conviene viaggiare oggi, dove ci sono le offerte, dove i voli costano meno. Quello che dovremmo fare è diventare protagonisti delle notizie sui viaggi – suggerisce -. Abbiamo la professionalità, la conoscenza perché non siamo i primi a comunicarlo? Facciamo sapere quali sono le regole del gioco, la situazione reale, anche le difficoltà, in modo trasparente, facendo comprendere al cliente che conosciamo le criticità e le opportunità, quindi se viene da noi si rivolge a un professionista che lo può assistere e può offrire opportunità che da solo non trova”. È un cambio di mentalità, sostiene Milani che diventa “indispensabile fare, se siamo sempre vittime delle notizie che ci circondano lo scenario non cambierà mai. Dobbiamo tornare a essere noi a raccontare chi siamo e cosa facciamo perché fa la differenza su prodotto, prezzi e qualità”.
Come risponde il mercato
In tutto ciò il mercato che tipo di scelte sta facendo in relazione ai prossimi viaggi in termini di destinazioni? Sulla base dell’osservatorio Fto, Milani cita i Paesi africani “che stanno andando bene, ovviamente l’Egitto è penalizzato, ma il continente africano offre diverse opportunità. Tutta l’Europa si conferma un mercato interessante. Il Nord America – osserva – può tornare a crescere e poi ci sono tutti i voli diretti con il mercato asiatico”.
Stefania Vicini

















