Un focus sulle destinazioni e un focus sulla tecnologia. E’ questo il format lanciato da Fto assieme ad Adutei, che ha visto protagonisti, nella sua prima puntata, Raffaello Luly consulente digital Fto e tre enti del Turismo, Malta, Repubblica Ceca e Danimarca, in occasione dell’evento Focus Destinazioni + AI che si è svolto a Milano.

Come farsi trovare oggi

L’obiettivo è quello di valorizzare “il ruolo degli enti del Turismo che hanno un grande valore nel contatto con le associazioni di categoria e con le imprese – ha spiegato Gabriele Milani, direttore nazionale di Fto -. Questo primo passaggio vuole essere un racconto delle destinazioni, delle loro novità e degli strumenti che possono essere messi a loro disposizione, ma anche un racconto sulla Ai per capire come valorizzare il lavoro che si fa e come comunicarlo – osserva Milani -. Oggi buona parte del traffico migra da ChatGpt, Claude, Gemini”. Cosa vuol dire? Che il modo di farsi trovare come “esperti delle destinazioni sta cambiando, quindi diventa importante sapere, conoscere, imparare e mettere in pratica”. Da qui la scelta di Fto di offrire una panoramica sui nuovi mezzi tecnologici a disposizione oggi.

La cassetta degli attrezzi digitali

A offrire la cassetta degli attrezzi digitali da poter usare in agenzia è Raffaello Luly, il consulente digital di Fto. A partire dai tre fondamentali che si possono integrare in agenzia che sono: “L’assistente base (ChatGpt), l’Agente operativo, che usa il web per vistare siti, compilare form e risolvere compiti e l’Assistente autonomo, che gestisce da solo delle attività”.

Luly si è soffermato sul concetto di Agent, gli assistenti Ai operativi, sottolineando il passaggio che è avvenuto “dall’intelligenza artificiale che suggerisce cosa dovrei fare agli strumenti Ai che eseguono attività per me”.

Il momento è particolarmente fervido a livello di novità, grazie al rilascio di alcune piattaforme che possono rendere ancora più agevole il lavoro quotidiano. Una di queste è Codex, “la piattaforma di ChatGpt che permette di crearti i tuoi strumenti”. Nel caso di una agenzia di viaggi o di un operatore può essere per esempio la locandina. “Con poco si può migliorare di tanto la giornata lavorativa – osserva Luly -. A Codex si può chiedere di creare uno strumento (software) per la realizzazione della locandina. Il che va incontro a tanti titolari di agenzia che dicono quanto sia difficile crearla nella realtà. Oggi invece si possono realizzare strumenti utili senza necessariamente dover diventare dei programmatori”.

I quattro “dipendenti virtuali”

A suo dire ci sono quattro “dipendenti virtuali” che una agenzia può assumere. Uno è ChatGPT & Copilot, “un motore trasversale per la produttività veloce e messaggistica quotidiana”, l’altro è Perplexity, “il ricercatore di informazioni affidabile con assistente operatico che usa il tuo browser (Comet un nuovo browser)”. Poi c’è Claude (Anthropic) che “crea i tuoi strumenti personalizzati e si sta specializzando nel supporto Ai per le pmi” e Gemini (Google) “assistente integrato perfettamente google workspace e con NotebookLM”.

Il vademecum per le agenzie

Come si fa a rendere una destinazione più vendibile grazie all’uso dell’intelligenza artificiale? Nel suo vademecum Luly dà alcuni consigli pratici. Per esempio l’Ai può aiutare a evitare di usare testi tutti uguali, creando contenuti diversi a seconda dei target. Basti pensare che “la stessa destinazione può essere raccontata in modi diversi a seconda del target: famiglia, coppia, senior, lusso, studenti, avventura, foodie, business traveler”.

Si possono creare comparazioni, “in questo l’Ai è molto forte”, sottolinea il consulente, ma anche trasformare webinar e workshop in
contenuti. “Oggi molte agenzie fanno eventi e poi finisce tutto lì, invece con l’intelligenza artificiale si può trascrivere, riassumere, creare post, fare newsletter o realizzare delle mini guide Pdf. E’ una sorta di generatore automatico di contenuti multi-formato“. Nel senso che l’agenzia può partire dalla brochure e crearsi automaticamente “Instagram Stories, post per Facebook, per LinkedIn o per TikTok”.

Da non tralasciare il fatto che, tramite l’Ai, si possano “analizzare commenti, recensioni, trend TikTok, domande dei clienti o ricerche Google e capire cosa spaventa, cosa attira, cosa converte”, dice Luly.

Stefania Vicini

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