L”esonero dell’obbligo di ritenuta d’acconto per le agenzie di viaggi e turismo sui compensi relativi alla vendita, emissione, prenotazione o intermediazione della biglietteria aerea, ferroviaria e marittima per le associazioni di categoria è un risultato parziale, ma “per chi fa biglietteria è comunque interessante – commenta a Guida Viaggi Gabriele Milani, direttore nazionale Fto – se pensiamo ai vettori aerei, dove non ci sono marginalità, è un discorso che va al di là dell’aspetto finanziario in quanto viene tolta una parte di attività amministrativa che è pesante”.
Milani si riferisce a una serie di incombenze come per esempio “dover inviare le Pec indicando se si hanno o meno dipendenti, ricevere a fine anno una certificazione da dover riconciliare con tutte le ritenute che sono state fatte, riportare nella fattura l’indicazione ‘ritenuta’, sono complessità – osserva -, che intanto vengono meno su una parte significativa che è quella dei voli”.
Una misura sbagliata
Sul resto “non ci fermiamo”, afferma Milani, perché “è una misura sbagliata che va nella direzione opposta al fatto di dire che serve semplificazione, che si deve avere attenzione alle microimprese, al fatto che serve attenzione al turismo. Va nella direzione opposta con dei benefici per lo Stato che sono apparenti. Nel nostro caso, con trasporti e pernottamenti in cui tutto viene registrato, non c’è un recupero di gettito legato a un’evasione che viene recuperata tramite ritenuta d’acconto. Sono pertanto iniziative che portano poco allo Stato e danno un messaggio sbagliato in un momento difficile”.
La battaglia prosegue
Perché è passato solo l’esonero per la biglietteria? “Inizialmente l’emendamento prevedeva l’esclusione totale, ma non è passato per un tema di copertura e in extremis è stato tolto per il settore trasporti, ma la battaglia per un’esclusione complessiva della ritenuta va avanti”, promette Milani.
Alla domanda se si rischi di andare incontro a nuove chiusure di agenzie, Milani è fiducioso per un epilogo differente. “Penso che dopo aver vissuto un periodo in cui siamo stati fermi due anni, la resilienza l’abbiamo fatta nostra“.
Certo, il direttore di Fto non nasconde che qualcuno “possa esserne condizionato, che questa ulteriore difficoltà faccia passare un po’ la voglia di fare questo lavoro, è comprensibile, ma per chi ha un orizzonte temporale davanti in cui può proseguire con questa professione conta molto come si affrontano le situazioni. Stare fermi, aspettare, lamentarsi, sperare in contributi sicuramente è la ricetta sbagliata”.
A detta di Milani in tali circostanze è importante “raccontare, rinnovarsi, comunicare ai propri clienti, sono tutti modi per farsi sentire vicini, offrire opportunità alternative. Bisogna essere attori di questa situazione difficile che, come al solito, non durerà per sempre”.
Il consiglio dato alle agenzie? “Approfittiamo di questo momento di discontinuità per migliorarci e per farci trovare pronti da chi ha voglia di viaggiare”.
Stefania Vicini

















