Una governance condivisa per proteggere il patrimonio culturale italiano dagli effetti dell’overtourism e della crescita incontrollata dei flussi. È questo l’obiettivo della prima Carta nazionale della sostenibilità delle destinazioni che ospitano un sito Unesco, presentata a Treviso durante l’incontro promosso dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno e da Isnart nell’ambito del progetto Mirabilia.

La Carta nasce per offrire a istituzioni, amministrazioni e operatori turistici strumenti condivisi per gestire lo sviluppo delle destinazioni Unesco conciliando valorizzazione culturale, sostenibilità e qualità della vita delle comunità locali.

Sostenibilità diffusa

Il tema diventa sempre più centrale anche alla luce della crescita del turismo culturale. Secondo i dati Isnart e Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, la cultura è per il quarto anno consecutivo la prima motivazione di viaggio degli stranieri in Italia e genera il 45% dei visitatori internazionali. Nei siti Unesco l’aumento dei visitatori ha raggiunto il 14,87% nel confronto 2024 su 2023.

Il progetto Mirabilia coinvolge quasi 600 Comuni e 24 siti Unesco che, pur rappresentando circa il 7% dei Comuni italiani, producono il 19% delle presenze turistiche nazionali.

La Carta introduce un modello basato sulle dimensioni ambientale, economica, sociale e culturale della sostenibilità, con indicatori dedicati a pressione turistica, consumo di suolo, qualità ambientale, occupazione, accessibilità e inclusione sociale.

Durante i lavori si è discusso anche delle strategie legate ai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, della governance delle Dmo e dell’utilizzo dei dati europei Copernicus per la tutela del patrimonio culturale dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Nuovi attrattori

“Quando, nel 2022, presentammo la Carta della Sostenibilità di Cison di Valmarino – commenta Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti – eravamo convinti che potesse diventare un modello condiviso. Oggi quella intuizione si traduce in una Carta nazionale capace di offrire indirizzi comuni per governare lo sviluppo turistico sostenibile dei siti Unesco”.

Per Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione Veneto, la sfida è redistribuire i flussi turistici. “Oggi l’80% delle presenze turistiche nella nostra regione si concentra in appena 20 località. Dobbiamo accompagnare i visitatori verso un Veneto più ampio, fatto anche di borghi, territori interni e comunità che custodiscono identità autentiche”.

“La Carta nasce dai territori ed è il risultato di un lavoro condiviso con le Camere di Commercio del network Mirabilia – dichiara Loretta Credaro, presidente Isnart -. L’obiettivo è dotare ciascuna destinazione Unesco di strumenti concreti per monitorare la capacità di carico turistica secondo i principi della sostenibilità”.

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