“Oggi fare impresa è diventato impossibile, non è pensabile addossare alle agenzie di viaggio un rischio d’impresa così sproporzionato“. E’ così che Advunite ha commentato la recentissima sentenza della Cassazione che ha stabilito che se un cliente si ammala ha diritto alla restituzione integrale, da parte dell’agenzia di viaggi, del prezzo pagato per il pacchetto turistico.

“Lavorare? Complicato, quasi insostenibile”

“Gli agenti di viaggio hanno appreso con stupore, attraverso gli organi di stampa, della sentenza, che impone nuove e gravose responsabilità sul comparto dei pacchetti turistici. Come associazione, lanciamo da tempo un appello sulle sempre più stringenti imposizioni di legge che stanno rendendo il lavoro quotidiano delle agenzie non solo complicato, ma in alcuni casi insostenibile”, spiega Advunite in una nota.

Secondo la sentenza, la sopravvenuta impossibilità di godere della prestazione, non imputabile al viaggiatore, incide in modo decisivo sulla finalità turistica. Scatta così un’autonoma causa di estinzione dell’obbligazione e del contratto e, dunque, il diritto a riavere le somme pagate. Ininfluente anche l’esistenza di una copertura assicurativa, com’è inapplicabile la disciplina del recesso, che opera su un piano distinto.

Il nodo della causa soggettiva

Advunite spiega che “il nostro legale, l’avvocato Vincenzo Irritato, aveva già posto l’accento su questo tema cruciale durante la nostra Convention 2025. Come associazione avevamo sollecitato anche le altre sigle di categoria, ben consapevoli che non è semplice eliminare questa ‘causa soggettiva’, essendo purtroppo prevista dal codice civile. Il nostro settore rischia di essere stravolto da contenziosi infiniti. Basti pensare a quante cause potranno nascere tra le agenzie di viaggio e i vettori aerei, le quali potrebbero portare persino al fermo di qualche aeromobile”.

Le richieste dell’associazione

L’associazione di adv conclude: “Tuttavia, non c’è bisogno di scendere in piazza. Siamo certi che il ministro Mazzi e l’on. Caramanna sapranno accogliere le nostre istanze, già presentate per le vie brevi. Si tratta di un intervento necessario per evitare la provocatoria ma reale eventualità che tante agenzie di viaggio debbano chiudere o rischino il fallimento. Le agenzie non possono farsi carico di rimborsi o disservizi che esulano dal proprio controllo. Per questo, chiediamo fermamente e con urgenza di: convocare le associazioni dei consumatori per un tavolo di confronto; riformulare il contratto di viaggio nel pieno rispetto delle leggi, ma definendo regole certe ed eque per tutti gli attori della filiera”.

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