In Italia da aprile a ottobre (dati Istat) si concentra la maggior parte dei matrimoni. Considerando che di solito si impiega da sei mesi a un anno per organizzare rito e festa, è in questo periodo dell’anno che le coppie iniziano a pensarci. A Milano, dove si celebrano circa 2500 matrimoni l’anno, gli operatori del mercato si sono riuniti in una sorta di summit sul matrimonio così come viene concepito oggi.

I matrimoni in cifre

In Italia nel 2024 si sono celebrati 173.272 matrimoni mentre nei primi 9 mesi del 2025 il dato cala a circa 165mila. Un quarto del totale è rappresentato da seconde e terze nozze di divorziati, che sono in aumento. Il 16% del totale è rappresentato da coppie in cui uno dei due è straniero.

I matrimoni religiosi sono in calo costante, nel 2024 le nozze civili sono state il 61,3%. Si constata anche un calo delle unioni dello stesso sesso. Ci si sposa la prima volta dopo i trent’anni e la tendenza delle nuove coppie in generale è alla convivenza, spesso sancita con l’acquisto condiviso della casa, secondo stime Istat, in Italia esistono 1,6–1,8 milioni di coppie conviventi, pari a circa il 15–20% delle coppie complessive.

Il desiderio di adeguarsi a tempi, riti e modalità del passato ha lasciato il posto non a una vera autonomia bensì alla tendenza all’imitazione dei modelli instragrammabili, come conferma anche chi organizza i viaggi di nozze, nella catena di agenzie del Gruppo L’Astrolabio: “Tutte le coppie chiedono non mete ma esperienze straordinarie e indimenticabili”.

Non da meno la wedding plannner Adriana Castagna, attiva da oltre trent’anni e l’esperta di colonne sonore per eventi Marina Assandri confermano che chi si sposa, lo fa secondo modelli non tradizionali, ma non meno coinvolgenti, almeno nelle aspettative. “Per i giovani però è importante l’autenticità”, sottolinea Isabella Spagnoli titolare di Villa Bianca Gabardi, antica dimora nobiliare di famiglia a Rovellasca – oggi location di raffinati matrimoni, per i quali offre anche la possibilità di celebrare in sede il rito.

La festa di nozze resta ancora un business interessante per il mercato italiano, soprattutto per quanto riguarda le cerimonie di coppie straniere che scelgono l’Italia per la celebrazione. Il fenomeno, dopo aver registrato una forte crescita post-pandemica, con circa 10mila–12mila matrimoni stranieri all’anno e un valore economico stimato tra 600 milioni e 1 miliardo di euro, non solo ha superato la fase di recupero post-pandemico, ma è entrato in una fase di crescita strutturale senza precedenti.

Un fenomeno sempre più rilevante riguarda l’aumento delle seconde e successive nozze che costituiscono ormai un quarto dei matrimoni. Nel 2024, la quota relativa delle seconde nozze sul totale delle celebrazioni è pari al 24,7%, in crescita rispetto a quella osservata nel 2023 (24,1%).

Matrimoni di lusso e destination wedding

Tra i trend ci sono i destination wedding che comprendono le cerimonie di coppie straniere che scelgono l’Italia come luogo delle nozze o di coppie italiane che privilegiano location iconiche.

Le principali destinazioni interessano soprattutto la Toscana, il Lago di Como, la Costiera Amalfitana e Venezia. Secondo i dati diffusi dall’Aise, nel 2025, sono stati 16.700 i lieti eventi celebrati in Italia in un anno (+9,8%), con una scelta che si estende sempre di più in giro nel nostro Paese.

Il destination wedding riflette alcune tendenze chiave comuni al matrimonio in generale che si configura sempre più come esperienza simbolica, narrativa e performativa. In particolare, è caratterizzato dalla crescita del lusso e degli eventi multi-day, dove unire esperienze legate al territorio (enogastronomiche, attività creative, shopping, tour con vari mezzi, ecc.); centralità dell’esperienza estetica; aumento dei micro-wedding di fascia alta con pochi ospiti e forte ruolo organizzativo dei wedding planner.

Social media, simbolismo e ritualità

Anche se numericamente in calo, il matrimonio contemporaneo non perde necessariamente rilevanza simbolica. In molti casi diventa un evento altamente progettato, estetizzato e raccontato. Le piattaforme digitali trasformano il matrimonio in un’esperienza performativa e condivisa pubblicamente.

La ricerca della “instagrammabilità” modifica le scelte estetiche, organizzative e simboliche delle cerimonie. Continua per esempio la stagionalità dei matrimoni da sempre legata al calendario del lavoro e a quello delle festività religiose.

Secondo i dati Istat, nel 2024, circa 8 matrimoni e 8 unioni civili su 10 avvengono da aprile a ottobre (nel caso dei matrimoni religiosi più di 9 su 10) con 2 picchi a giugno e a settembre dovuti probabilmente alle condizioni climatiche più favorevoli.

Quasi metà (46,2%) delle nozze e delle unioni civili del 2024, considerate nel loro complesso, sono avvenute di sabato. La preferenza per il giorno della settimana è legata ovviamente a valutazioni di ordine organizzativo ed economico.

Il wedding planning

A racconta la sua esperienza è Adriana Castagna, wedding planner, che opera in questo settore da 37 anni. Ha iniziato il suo percorso come wedding planner e nel tempo si è specializzata come location manager.

“In quasi quarant’anni, ho vissuto in prima persona la metamorfosi del matrimonio: siamo passati dalla festa ‘tradizionale’ a quella che oggi è la vera industria dei grandi eventi. Quando ho mosso i primi passi nella professione, al tavolo delle decisioni sedevano la sposa, la mamma e la suocera; oggi ho davanti a me quasi esclusivamente gli sposi, decisori unici e spesso finanziatori del progetto. La presenza della famiglia resta forte solo nei contesti di alto lignaggio – osserva Castagna – nel caso di famiglia molto coesa o con profondo senso di appartenenza. Perché? Perché in quel contesto il matrimonio non è solo un’unione sentimentale, ma un vero evento di rappresentanza”.

Il rischio fai da te

A suo dire, in questa evoluzione, “molti cadono nell’inganno del ‘do it ourself’. Tutto inizia quasi sempre con una bacheca su Pinterest o un video su TikTok. Vedono dei fiori meravigliosi, delle luci soffuse e pensano: ‘Ma sì, possiamo organizzare noi il nostro matrimonio magari con l’aiuto di mia madre e della mia migliore amica’. In quel momento, il fai-da-t sembra un’avventura romantica e, soprattutto, un modo intelligente per risparmiare, ma c’è un confine sottile – avverte – tra un matrimonio ‘fatto a mano’ e un matrimonio ‘fatto a pezzi’. Il ‘do it yourself’ comporta rischi che possono far rivalutare la gestione professionale dell’evento”.

Castagna lo dice chiaramente organizzare un matrimonio è “gestire un’organizzazione complessa per un solo giorno. Molte coppie sottovalutano il tempo che occorre dedicare a questo compito. Parliamo di circa 200-300 ore di lavoro”. Inoltre, “sembra un paradosso, ma il fai-da-te spesso costa di più. Senza contratti chiari o conoscenza dei prezzi di mercato, le piccole spese impreviste si sommano fino a superare il costo di un wedding planner”.

Oggi organizzare un matrimonio significa “gestire una macchina complessa che richiede competenze specifiche in diversi settori dell’intrattenimento. Fino a pochi anni fa, l’organizzazione era fatta di faldoni e telefonate. Oggi devi sapere cosa è il Cloud e come si utilizza l’Intelligenza Artificiale”.

Tra le parole chiave ci sono “budgeting: il professionista sa fare una pianificazione finanziaria rigorosa per evitare sprechi e imprevisti”, moodboard e design, “non si scelgono solo i fiori, si crea un progetto visivo coerente (il concept) che lega ogni elemento, dalle luci alla mise en place”. Timing e regia, “coordinare decine di fornitori diversi richiede un cronoprogramma al minuto. Se il timing fallisce, l’intero evento ne risente”. Location management, “gestire gli spazi non significa solo ‘affittare una sala’, ma occuparsi della logistica, dei flussi degli ospiti e della sicurezza”.

Gli sposi cercano “una figura che sappia gestire lo stress e la burocrazia, trasformando una giornata complessa in un’esperienza fluida. Dopo quasi quattro decenni, il mio ruolo non è più solo quello di organizzare, ma di proteggere il sogno della coppia, garantendo che la realtà sia superiore alle loro aspettative”.

La testimonianza de L’astrolabio

A quanto racconta Sabrina Pitta, gruppo agenzie turismo L’astrolabio, “in media organizziamo circa una cinquantina di viaggi all’anno legati al rito del matrimonio, al rinnovo della promessa e quindi alle ricorrenze collegate. Abbiamo anche creato un sito apposito: www.superviaggi.com/viaggi-di-nozze-milano”.

Pitta sottolinea che “oggi il viaggio di nozze ha sostituito nella maggior parte dei casi la classica lista nozze anche perché le coppie arrivano a sposarsi dopo la convivenza quindi per la casa hanno tutto e in più non sono interessate ad oggetti di valore, ma piuttosto ad esperienze straordinarie. Ci sono poi le coppie mature magari al secondo o terzo matrimonio per le quali il viaggio è veramente il regalo più desiderato. E ci sono nonni che festeggiano il cinquantesimo con un viaggio portandosi dietro tutta la famiglia”.

Il viaggio di nozze è sempre “una destinazione esotica e lontana, della durata di circa 15-20 giorni. Le coppie scelgono il viaggio di nozze con almeno un anno di anticipo puntando sulle migliori tariffe. I budget sono variabili e arrivano fino ai 30-40mila euro. Minimo – in media – 15mila. Le mete più richieste, ma anche più costose: Polinesia, Giappone, Australia e Africa se si combina un soggiorno al mare sull’Oceano indiano. In generale lui preferisce un programma itinerante, lei il mare”.

Ci sono differenze poi tra le coppie mature che hanno le idee più chiare, “magari hanno già viaggiato insieme e quindi hanno gli stessi interessi” e le coppie giovani che sono “più indecise e chiedono consigli. Hanno anche più cose da decidere, specie se stanno mettendo su casa, con i relativi costi. Devono trovare un equilibrio tra spesa del viaggio, costo del matrimonio e altre eventuali. Abituati alle dinamiche del lavoro in smart working apprezzano molto la consulenza in videocall”.

Inoltre, per tutte le coppie ormai “il viaggio non è solo la meta, i monumenti, i musei, etc, ma l’esperienza diretta di momenti emblematici della vita della popolazione locale. E’ importante consigliare la coppia sulla meta in relazione al periodo dell’anno, perché la cosa importante per la riuscita del viaggio è il clima giusto. Per esempio, in estate il luogo migliore resta il Mediterraneo. E anche se molti in inverno sognano le Maldive, bisogna sapere che a gennaio piove”.

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