Il last minute non è tornato a essere il protagonista delle vacanze estive, semplicemente la finestra di prenotazione si è accorciata. È il parere condiviso da alcuni addetti ai lavori, appartenenti al mondo delle agenzie di viaggi che analizzano i trend estivi, riconducendoli alla stretta attualità. Per esempio, Silvia Riva e Giuseppe Servello titolari della agenzia di Istante Viaggi Palazzolo s/o concordano sul concetto della “finestra temporale più corta dovuta all’incertezza politica del momento che fa prenotare i clienti con meno anticipo così da sentirsi più sicuri, visto il poco tempo alla partenza”. Ancora più netta la posizione di Fabio Angiolillo, socio e direttore vendite Business Class Viaggi che afferma: “Non parlerei di last minute, più che altro di un’esigenza contingente. Negli ultimi anni la finestra di prenotazione delle vacanze si è allungata tantissimo, consentendo di lavorare nel modo migliore; la criticità di quest’anno si può racchiudere in una parola: incertezza per la paura della guerra, della mancanza di carburante, di rimanere bloccati”. Concorda Gabriele Baldan, titolare dell’agenzia Cantiere 34 di Dolo (Ve) a suo dire in questo contesto “il cliente non aspetta necessariamente l’offerta dell’ultimo minuto, ma tende a posticipare la decisione finale fino a quando si sente maggiormente sicuro e trova il giusto prezzo che ha messo a budget per il viaggio”. Resta il fatto che, nelle prossime settimane, Baldan si aspetta “una domanda più sostenuta di last minute e credo che le offerte su molte destinazioni servite dai charter non mancheranno”.

Un cambiamento congiunturale

Anche secondo Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, non si tratta di “un ritorno strutturale del last minute, ma di una finestra di prenotazione temporaneamente più corta, che auspichiamo non diventi la norma”. Negli ultimi mesi il rallentamento delle prenotazioni è stato causato da quella che Rebecchi chiama “un’overdose di terrorismo mediatico: si è diffusa la falsa notizia della cancellazione dei voli per mancanza di carburante, un fenomeno che nei fatti non si è mai verificato, ma che ha generato paura, confusione e un danno enorme al settore”. A questo si è aggiunta la crisi Iran–Usa-Israele, che ha alimentato “un atteggiamento attendista e la tendenza a prenotare sotto data, in attesa di tempi migliori”.

Rebecchi ci tiene a sottolineare che la finestra di prenotazione si è accorciata “solo quest’anno. Fino allo scorso anno l’advanced booking era la prassi: i clienti prenotavano con largo anticipo per garantirsi disponibilità e tariffe migliori, tanto che il concetto di last minute era scomparso dal linguaggio dei viaggiatori. Il cambiamento è quindi congiunturale, non strutturale”. Il last minute si conferma un fenomeno tipicamente italiano, “il resto d’Europa non si è fermato – osserva Rebecchi -. I viaggiatori europei continuano a prenotare con anticipo e a viaggiare con regolarità. Basta osservare destinazioni che gli italiani hanno temporaneamente penalizzato nelle loro scelte, come Grecia ed Egitto mare, per vedere che il mercato europeo è vivace”. Per questo Assoviaggi pensa che non si tratti di “un ‘nuovo’ last minute, ma di una reazione emotiva e contingente, destinata a rientrare”. Però sarà necessario “strutturare formule di prenotazione che permettano ai clienti maggiore flessibilità e al contempo tariffe competitive”.

Una fase delicata e dinamica

Volendo definire il mercato delle prenotazioni estive Riva e Servello lo vedono come “un momento di attesa e stallo dovuto principalmente alla crisi in Medio Oriente”, anche se ultimamente hanno avuto un po’ di richieste grazie ai segnali di distensione politica e all’ondata di caldo, “che aiuta a livello emotivo i clienti a pensare alle vacanze estive, comunque è un anno complicato”, affermano.

Un mercato che ha vissuto una fase “delicata e dinamica”, commenta Baldan. Molti viaggiatori hanno adottato “un approccio attendista, preferendo monitorare l’evoluzione della situazione prima di confermare la prenotazione, soprattutto per le destinazioni raggiungibili attraverso gli hub dell’area mediorientale”. Nonostante ciò, “la voglia di viaggiare rimane forte – afferma – e stiamo osservando un netto incremento di prenotazioni verso le destinazioni percepite come sicure”. Secondo Angiolillo la definizione più giusta del mercato attuale è “altalenante” e questo perché si alternano “momenti in cui vendite e interesse sono rilevanti, ad altri momenti in cui la domanda è molto limitata”.

Il podio delle mete

Volendo tracciare un ipotetico podio delle destinazioni last minute più richieste le risposte parlano di Italia, Grecia e Spagna. Alla domanda su dove si trovino le migliori opportunità per chi prenota adesso, Angiolillo cita l’Italia, in quanto sta soffrendo meno, “per ovvi motivi di prossimità, spesso senza bisogno di volo”. Per il medio raggio menziona l’Egitto che è “la destinazione con un rapporto qualità-prezzo migliore e, trovandosi in un’area che erroneamente è stata considerata pericolosa, le buone offerte non mancano”. Parlando invece di lungo raggio, probabilmente almeno in termini di tariffe aeree, segnala gli Stati Uniti, che “stanno vivendo un momento di calo delle richieste e quindi si possono ancora trovare buone possibilità”. Oltre a Egitto-Mar Rosso, Baldan cita la Tunisia, “ma anche crociere e qualche lungo raggio charter”. Invece le destinazioni dove i prezzi stanno aumentando più rapidamente a suo dire sono il “Mare Italia, ma anche i viaggi su misura dove il costo del biglietto aereo internazionale ha una percentuale di incidenza importante”. A intervenire sul tema anche Angiolillo, che fa una riflessione più trasversale, osservando che, da una parte “la contrazione del numero dei voli, dall’altra gli incrementi dei costi dovuti all’impennata del carburante che si riflette su tutto il comparto del turismo, compreso il food, fanno sì che in condizioni normali i prezzi siano significativamente più alti rispetto allo scorso anno, salvo offerte”. Riva e Servello si soffermano invece sull’Italia, indicando Sardegna, Sicilia e Puglia per il rincaro dei prezzi e sulla Spagna (Baleari).

Stefania Vicini

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