Un’urgenza di vacanza più efficace della pace. Un desiderio che “ha spazzato via indecisioni e prudenze”, come spiega il presidente di Astoi Confindustria Pier Ezhaya a Guida Viaggi. In questa intervista, lo scenario attuale del settore e un elenco di dossier su cui si sta discutendo con il ministero del Turismo. 

 

Gv: Presidente Ezhaya, la recente distensione geopolitica rappresenta un segnale di stabilizzazione. Quali sono le prime reazioni del mercato in termini di prenotazioni? 

“Sicuramente è un segnale positivo, ma di fatto non ha inciso sul trend delle prenotazioni che avevano già iniziato ad invertire la tendenza dai primi di giugno segno che l’urgenza è stata più efficace della pace. C’è stato un inevitabile momento di attesa tra marzo e maggio che, fortunatamente, da inizio giugno ha spazzato via le indecisioni e le prudenze. Vediamo se il trend durerà, ma intanto ratifichiamo quasi una “inversione a U” negli ordini”. 

  

Gv: Il dialogo tra Astoi e il ministero del Turismo prosegue su diversi fronti. Quali i tavoli di lavoro attualmente aperti? 

“I temi sono molti, dalla richiesta di stanziare fondi per la digitalizzazione, processo inevitabile per tutto il comparto, al tavolo tecnico per il recepimento della nuova Direttiva Pacchetti, all’esigenza di trovare un veicolo legislativo per addivenire alla corretta interpretazione ed applicazione delle norme speciali – come quelle contenute nella Direttiva Pacchetti – che, secondo un principio giuridico ampiamente riconosciuto, dovrebbero essere applicate preferenzialmente rispetto alle norme generali del Codice Civile. Ultimamente sono state infatti emanate sentenze non equilibrate a danno del turismo organizzato e ciò è figlio di un approccio ingiustamente punitivo verso il ramo del turismo che offre in assoluto più tutele e più garanzie ai consumatori. Sembra paradossale eppure è così”. 

 

Gv: Tra l’altro, il ministero ha recentemente promosso una campagna di comunicazione istituzionale a favore del turismo organizzato. Quali i primi riscontri concreti? 

“Non ho evidenza dei riscontri, ma va detto con forza e a pieni polmoni che questa è stata la prima campagna realizzata con fondi pubblici a favore del turismo organizzato. Quasi non mi interessa l’efficacia, che pur c’è stata, ma più la scelta che va nella direzione di convogliare volumi nel ramo del turismo più strutturato e tutelante”. 

  

Gv: Il comparto ha dovuto fare i conti con una costante volatilità e con decisioni d’acquisto sempre più a ridosso della partenza. Con quali strategie il settore del tour operating si sta preparando per affrontare la stagione invernale? 

“Quando c’è instabilità geopolitica c’è sempre questo tipo di comportamento che genera volatilità, attesa e, purtroppo, molto sotto-data. Non sono tuttavia fenomeni destinati a durare ma trend contingenti legati alla situazione attuale. L’inverno credo ripartirà velocemente, tranne la zona del Golfo che necessiterà di un’azione di rilancio corale e articolata. In questo senso Astoi si sta già muovendo per promuovere un’iniziativa estremamente potente”. 

Gv: Sul fronte dei prezzi, il costo dei trasporti e degli hotel, uniti all’inflazione, continuano ad esercitare una pressione sui pacchetti turistici e incidono sulle decisioni del consumatore. Come si stanno orientando i tour operator? 

“Come ho più volte detto, questo è in larga parte un settore sottocapitalizzato e con redditi operativi veramente esigui che non consentono di trattenere nella catena produttiva dei costi che arrivano “da monte”. È un grosso limite rispetto ad altri settori, perché non permette di ammortizzare l’inflazione e diluirla nel processo di consegna al consumatore ma, purtroppo, non ci sono soluzioni. Per fare un esempio, se il jet fuel costerà di più, ciò si tradurrà inevitabilmente in un aumento dei costi del volato. Fortunatamente l’accordo tra Usa e Iran e l’imminente riapertura dello stretto di Hormuz stanno riducendo notevolmente il costo del carburante aereo. Non siamo ancora ai livelli antecedenti la crisi, ma siamo tornati in un terreno di quasi normalità. Per le ragioni di cui sopr,a questo si tradurrà in minori impatti verso i prezzi dei pacchetti di viaggio, ma dobbiamo prendere atto che questa terribile e inutile crisi mediorientale ha fatto aumentare tutti i tipi di costi e quindi dovremo fronteggiare un minor potere d’acquisto dei clienti. L’importante ora è tornare alla normalità; il resto si gestisce”. 

Laura Dominici

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