Il modello consortile del Quality Group è nato con un obiettivo ben preciso, “salvaguardare e sviluppare l’anima artigianale e il modo di operare di tour operator medio-piccoli come Mistral Tour, Il Diamante e gli altri brand entrati successivamente, inserendoli in una struttura che, sul piano commerciale, del marketing, informatico e gestionale, ha le dimensioni e le capacità tipiche di una grande azienda”. A descriverne la genesi è il direttore commerciale Marco Peci.

A quasi trent’anni di distanza, quella formula risultata essere “più vincente che mai e ha dato pienamente ragione all’intuizione originaria – asserisce il manager -. Non solo abbiamo preservato la natura artigianale dei nostri operatori: l’abbiamo fatta evolvere, portandola al suo massimo livello”. A dare prova di ciò, secondo il manager, il fatto di aver raggiunto “uno sviluppo informatico, gestionale e commerciale impensabile per realtà medio-piccole quali sono i nostri brand”.

Il vantaggio delle economie di scala

I processi produttivi, la qualità delle relazioni con i fornitori e con il mercato costituiscono il “vantaggio competitivo unico e difficilmente replicabile”. Le economie di scala risiedono “nella natura stessa dei servizi che il Quality Group svolge per conto dei propri consorziati, ma è nella libertà di produzione – esercitata in un costante confronto reciproco – e nella capacità di innovare che si trovano due dei veri fattori vincenti del gruppo”.

Negli ultimi anni il tour operating ha vissuto un’accelerazione dei processi di concentrazione, questo aspetto unito al fatto che in questo momento il mercato viva una fase di forte volatilità, induce a pensare che in uno scenario di questo tipo il modello consortile possa diventare una leva competitiva ancora più efficace.

A tal proposito Peci osserva che l’integrazione orizzontale “non è per nulla facile, richiede capacità, valori e aspirazioni che vanno oltre il mero progetto funzionale. Nei prossimi anni ci aspettiamo naturalmente un cambiamento nell’ambito del turismo organizzato dovuto al cambio generazionale in corso nel nostro settore, al cambio dei consumi, del consumatore stesso e della tecnologia disponibile. Detto questo credo che dei solidi e capaci artigiani avranno sempre una forte ragione di esistere sia per l’intermediazione sia per i consumatori che cerchino prodotti distintivi e di qualità”.

Distribuzione, nessun cambio di strategia

Dal canto suo Quality Group ha sempre scelto di non sviluppare una rete di agenzie affiliate o a marchio. Alla domanda se tale decisione sia ancora strategica oppure se il mercato di oggi possa portare a nuove riflessioni su un modello distributivo più integrato, il manager osserva che le riflessioni sono sempre “un ottimo esercizio che aiuta a tenere gli occhi aperti sul proprio modello e nuove possibili opportunità nella consapevolezza che se fosse per noi, mantenere la situazione attuale, sarebbe una condizione ideale”.

Il contratto commerciale con le agenzie

Guardando al canale agenziale sono tra le 3.500 e le 4mila le agenzie con cui Quality Group collabora. In merito al contratto commerciale non sembra ci siano novità in arrivo, “il nostro è un contratto che ad oggi sembra soddisfare pienamente gli agenti con cui collaboriamo – motiva Peci -, avendo caratteristiche di semplicità e remunerazione”.

Però l’azienda sta sta osservando come verrà recepita nei prossimi mesi “la novità in termini fiscali introdotta recentemente dal legislatore che – a detta di Peci – potrebbe aumentare la richiesta di fatturazione al netto di ogni commissione. Questo potrebbe introdurre delle novità in termini contrattuali”, annuncia il manager.

Prenotazioni in ripresa

Uno sguardo al quadro delle prenotazioni rivela che le ultime settimane stanno restituendo un ritmo che il manager definisce “incoraggiante, anche se il quadro non è omogeneo su tutte le destinazioni”. Peci comunica che il primo semestre si chiude “in leggero calo rispetto al 2025, intorno al -4%. Da inizio giugno le prenotazioni sono progressivamente aumentate superando i volumi d richiesta 2025 pari periodo”.

Quanto al livello di chiusura delle pratiche, chi oggi richiede un preventivo ha probabilmente le idee più chiare di un tempo perché “la percentuale di chiusura è più alta del passato – afferma -. Stiamo recuperando i volumi anche se il periodo luglio-agosto sarà difficile da recuperare completamente in così poche settimane. Detto questo è possibile che il recupero dei volumi persi avvenga durante l’autunno. Al momento il trend è positivo”.

Guardando invece i fattori che incidono maggiormente sulle scelte dei clienti, tra percezione della sicurezza o dinamiche tariffarie, per Quality Group, il fattore che ha pesato di più sulle vendite negli ultimi mesi non è stato “tanto il costo dei voli, né l’incertezza geopolitica, quanto la percezione generata dall’informazione”, sottolinea il manager.

Peci si sofferma su ciò che ha scatenato un’informazione spesso “sensazionalistica” che ha “amplificato criticità reali, ma circoscritte, trasformando una crisi regionale in un clima di diffidenza più generalizzato. Le criticità operative esistono – riconosce -, in particolare il rincaro di alcune tariffe aeree e la disponibilità di certi voli, ma sono considerabili sfide affrontabili”. Invece la comunicazione “di una supposta scarsità di carburante esaltata dagli organi di informazione ha fatto più danni della situazione geopolitica”.

Le performance delle mete

Sul fronte delle mete le zone con i risultati migliori indicate dal manager sono l’Estremo Oriente, l’America Centro-Meridionale, l’Europa, l’Italia e, nel complesso, anche il Nord Africa.

“Tra le mete più dinamiche spicca il Giappone, che resta molto forte e non dà alcun segnale di perdita di attrattiva. La Cina attraversa una fase di interesse crescente, mentre l’Europa settentrionale si dimostra stabile, grazie a una domanda matura e consapevole. Da segnalare anche il netto recupero della Turchia, dopo alcuni mesi di flessione”.

Per quanto riguarda le Americhe, l’area centrale e quella meridionale “mostrano vivace vitalità. Prosegue inoltre il trend positivo dell’Africa mediterranea – Marocco, Tunisia ed Egitto – favorita da collegamenti aerei efficienti e da un rapporto qualità-esperienza ben percepito dalla clientela”. Risultano invece più in difficoltà gli Stati Uniti, che continuano comunque “a generare volumi rilevanti, l’India e alcune destinazioni africane”.

Tra le destinazioni che vivono una riscoperta c’è la Colombia. Il Paese può stare “a pieno titolo tra le destinazioni con maggiore capacità di attrattiva in America – osserva il manager -. Gli italiani che apprezzano la meta sono in continua crescita anno dopo anno con feedback di ritorno dal viaggio estremamente positivo”.

La destinazione è protagonista del nuovo catalogo di Latin World, che sta investendo molto sul Paese, attraverso la formazione del trade e la comunicazione digitale rivolta ai consumer. Il Paese vive oggi una stagione di riscoperta, forte dei numeri della scorsa annata che ha visto 6,5 milioni di arrivi internazionali, di cui 39mila italiani, attestano i dati ProColombia, e una spesa turistica di circa 13 miliardi di euro, +8,4% sul 2024. Nel nuovo catalogo del t.o. il Paese occupa un ruolo di primo piano grazie a itinerari consolidati, nuove integrazioni e formule più flessibili.

La partita tecnologica

In termini di progetti in atto, proseguono gli investimenti informatici. Già da questi mesi, ma ancora di più nel prossimo inverno, l’azienda potrà raccogliere i frutti di un percorso avviato nel post-pandemia.

Inevitabile il confronto con le nuove tecnologie: “Agenti AI con compiti parcellizzati stanno già rendendo la nostra produzione più rapida e precisa”, spiega Peci.

È poi in arrivo nel 2027 “un nuovo sito web e QGenius, un’intelligenza artificiale che racchiude parte del nostro sapere e accompagnerà alcuni momenti del servizio. Documentazione di viaggio e preventivazione sono state migliorate e lo saranno ancora, mentre il nuovo Crm sarà nelle prossime settimane sempre più centrale nella gestione di campagne e attività commerciali”.

Quanto al prodotto, cresce l’offerta sempre più esclusiva e controllata direttamente dai brand del consorzio, “pensata per un pubblico con nuove sensibilità. In Argentina debutta la linea Follow Me, possibile ispirazione anche per gli altri brand, mentre QExperience e QSmart si consolidano anno dopo anno presso un pubblico dinamico e contemporaneo”.

Stefania Vicini

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