Un cambio di paradigma per il settore delle agenzie di viaggi e dei tour operator. Questo porterà Bdav, la Banca dati delle agenzie di viaggi e dei tour operator che è stata creata dal ministero del Turismo. Ne è convinto Giuseppe Scanu, vice presidente di Fiavet-Confcommercio. E questo perché il settore potrà disporre “di una banca dati nazionale unica, aggiornata e verificabile, capace di raccogliere in un unico sistema tutte le informazioni essenziali sugli operatori autorizzati”.
Non è un nuovo adempimento
Scanu ci tiene a precisare subito che per le agenzie regolari “non significa un nuovo adempimento burocratico, ma uno strumento di qualificazione. Attraverso il Codice Identificativo (Ciav) sarà possibile dimostrare immediatamente la propria regolarità, rafforzando la fiducia dei consumatori e agevolando i controlli”. Per il mercato, invece, significa “maggiore trasparenza, concorrenza leale e un contrasto molto più efficace all’abusivismo”.
Le perplessità delle agenzie
La notizia della nascita della Banca dati è stata accompagnata da una serie di commenti sui canali social non troppo positivi. Sono emerse infatti diverse posizioni tra le agenzie di viaggi, tra chi vede la Bdav come un ulteriore adempimento burocratico, sostenendo che le imprese regolari sono già ampiamente tracciate e chi sostiene che il vero problema non siano le agenzie regolari, ma l’abusivismo, che andrebbe invece tracciato.
Interpellato in merito, Scanu dice di comprendere “perfettamente queste perplessità, perché molti colleghi conoscono solo una parte del progetto. Fiavet lavora da oltre quattro anni su questa proposta, insieme ai propri consulenti e confrontandosi con Ministero, Regioni e altri enti pubblici”. Scanu ne chiarisce l’obiettivo che “non è creare nuovi adempimenti, ma semplificare l’individuazione degli operatori irregolari”.
Distinguere chi è autorizzato da chi non lo è
Oggi il problema “non sono le agenzie regolari, che già rispettano obblighi, controlli e costi. Il problema è chi opera completamente al di fuori delle regole”. Bdav servirà quindi a distinguere immediatamente “chi è autorizzato da chi non lo è. Se un operatore non risulta nella banca dati o non espone il Codice Identificativo previsto dalla normativa, gli organi di controllo possono intervenire molto più rapidamente”.
Dal canto suo il vice presidente di Fiavet sottolinea che le stesse amministrazioni “ci hanno più volte rappresentato la difficoltà di effettuare controlli capillari per la carenza di personale. Digitalizzare significa rendere questi controlli più semplici, veloci ed efficaci”.
Il fronte delle agenzie ha manifestato un altro timore, cioè che il consumatore continui a scegliere esclusivamente in base al prezzo, senza verificare l’affidabilità dell’operatore.
Serve una campagna di informazione
Alla domanda su come si intenda procedere in modo che il Codice Identificativo diventi un elemento realmente riconosciuto dal mercato, Scanu spiega che il “Codice Identificativo sarà efficace solo se diventerà conosciuto dal grande pubblico. Per questo riteniamo indispensabile affiancare alla Bdav una campagna nazionale di informazione rivolta ai consumatori, sul modello di quelle realizzate negli ultimi anni contro le truffe online, il phishing o le frodi alimentari”.
Quando il consumatore inizierà a considerare la verifica come una normale forma di tutela, il Codice Identificativo diventerà “un vero valore competitivo per le imprese regolari”.
La Banca dati nasce anche per offrire maggiore trasparenza al consumatore. A chi spetterà quindi di guidare la campagna di comunicazione affinché il pubblico impari a riconoscere e utilizzare il Qr Code? Fiavet ritiene che debba essere promossa “dal ministero del Turismo, con il coinvolgimento delle Regioni, delle associazioni di categoria e delle associazioni dei consumatori. La trasparenza funziona solo se il cittadino conosce gli strumenti che ha a disposizione. Solo quando questa verifica diventerà un’abitudine, come oggi accade per altre forme di controllo della sicurezza e dell’affidabilità, il sistema potrà esprimere pienamente le sue potenzialità”.
Il cambio di prospettiva
Scanu ribadisce ulteriormente che la Bdav non nasce “per sanzionare le agenzie regolari, ma per renderle immediatamente riconoscibili. Il vero obiettivo è rendere sempre più difficile operare nell’illegalità e sempre più semplice riconoscere chi lavora nel rispetto delle regole. È un cambio di prospettiva: non più rincorrere l’abusivo, ma rendere evidente, con un semplice Qr Code, chi è un operatore autorizzato e chi invece non lo è”.
La ripartizione delle competenze
Parlando di incarichi e di competenze, la realizzazione dell’infrastruttura della Banca dati sarà di competenza del ministero del Turismo e dei soggetti tecnici che verranno individuati.
Fiavet si è concentrata soprattutto “sulla funzionalità e sulla visibilità del sistema, affinché i dati contenuti nella Bdav siano facilmente consultabili e realmente utili, sia agli organi di controllo, ma soprattutto, ai consumatori. L’obiettivo è trasformare la banca dati in uno strumento operativo di verifica immediata e non in un semplice archivio informatico”.
Quanto alla ripartizione delle competenze tra Regioni, Comuni, Camere di Commercio e associazioni di categoria, il pensiero di Fiavet è che ogni amministrazione debba continuare a svolgere “le competenze che già le appartengono. La differenza sarà che tutte le informazioni dovranno convergere in una banca dati unica e interoperabile”.
Il ministero del turismo potrà svolgere il ruolo “di coordinamento nazionale, mentre Regioni, Comuni e altri enti continueranno ad aggiornare i dati di propria competenza”.
Le associazioni di categoria potranno svolgere una funzione di “supporto, formazione e promozione della cultura della legalità”, ma soprattutto contribuire, attraverso i propri associati, “al completamento e al costante aggiornamento dei dati presenti nella Bdav, relativamente alle rispettive imprese. In questo modo il sistema potrà mantenere un elevato livello di affidabilità e aggiornamento”.
Ciav, Qr code e Banca dati
Come funzionerà concretamente il collegamento tra Ciav, Qr code e Banca dati? La proposta di Fiavet è che ogni agenzia regolarmente autorizzata sia identificata “da un Codice Identificativo univoco (Ciav). A questo codice sarà associato un Qr Code da esporre nella sede dell’agenzia, sul sito internet, sui social, sul materiale pubblicitario e, secondo la proposta che abbiamo avanzato, anche sugli autobus utilizzati per i viaggi organizzati”.
L’inquadramento del Qr Code consentirà di accedere direttamente alla scheda dell’agenzia contenuta nella Bdav, “verificando in tempo reale i dati essenziali e lo stato dei requisiti obbligatori”.
Le tempistiche dipenderanno dall’iter normativo e dalle decisioni del Ministero. “Quello che possiamo dire – afferma Scanu – è che oggi esiste finalmente una base progettuale concreta sulla quale lavorare. L’auspicio è che si possa procedere rapidamente, evitando che il progetto rimanga incompiuto, perché il settore aspetta da molti anni uno strumento moderno di identificazione e trasparenza”.
Possibili criticità
I prossimi step? Adesso occorrerà completare “la disciplina normativa“. La piattaforma tecnologica è già stata sviluppata e testata dal ministero del Turismo.
“L’unica criticità ipotizzabile nella fase iniziale – afferma Scanu – riguarda la contemporanea connessione di un elevato numero di utenti, che potrebbe determinare un rallentamento temporaneo del sistema. Si tratta comunque di un normale aspetto tecnico, facilmente superabile con l’ottimizzazione dell’infrastruttura”.
L’aspetto più delicato sarà garantire “la qualità delle informazioni – prosegue -. Una banca dati è realmente utile soltanto se contiene dati completi, aggiornati e continuamente verificati. Per questo insistiamo molto sull’automazione degli aggiornamenti e sull’integrazione tra tutti i sistemi già esistenti”.
Quali sono le informazioni inserite?
Un altro punto riguarda le informazioni che dovranno inserire le agenzie per essere iscritte alla Bdav. Secondo la proposta avanzata da Fiavet, la banca dati dovrebbe contenere “tutti i requisiti obbligatori previsti dalla normativa”.
Tra questi rientrano: l’autorizzazione all’esercizio dell’attività, il Direttore Tecnico, la polizza di responsabilità civile professionale, la copertura assicurativa contro insolvenza e fallimento e gli altri dati identificativi dell’impresa.
“Più che richiedere continui caricamenti manuali, il sistema dovrebbe dialogare con le banche dati già esistenti e aggiornarsi automaticamente ogni volta che un requisito viene modificato”.
Per quanto riguarda le polizze assicurative, Scanu afferma invece, che “l’aggiornamento potrà essere effettuato direttamente dall’agenzia attraverso un sistema di alert preventivo che segnalerà l’imminente scadenza. Se la documentazione non viene aggiornata entro i termini previsti, il dato sarà automaticamente oscurato nella banca dati e l’agenzia verrà segnalata agli organi competenti, garantendo la massima trasparenza verso i consumatori”.
Da un tema all’altro. La Bdav sarà uno strumento per combattere anche le infiltrazioni criminali? A tal proposito Scanu fa notare che “il codice unico è innanzitutto uno strumento per contrastare l’abusivismo a tutela della categoria degli agenti di viaggi e dei consumatori. Altra cosa sono i protocolli per la legalità. Il riciclaggio avviene attraverso sistemi sempre più sofisticati”, pertanto, sono necessari “controlli accurati da parte delle forze dell’ordine e non limitarsi certo al possesso della licenza, o di una polizza assicurativa”.
Per Aiav è una piattaforma “ben fatta”
Come si sa Aiav aveva anticipato i tempi con il lancio del portale “Viaggiare Senza Problemi“, che l’associazione aveva anche offerto al Mitur, a titolo gratuito per il censimento delle agenzie di viaggi e la verifica del possesso dei requisiti richiesti dalla legge, a tutela di operatori e consumatori, ma da cui non aveva ricevuto alcuna risposta.
Da qui la richiesta di un commento al presidente Fulvio Avataneo, alla luce dell’esperienza maturata nella realizzazione del proprio portale, per capire se Bdav abbia le caratteristiche per diventare uno strumento realmente efficace contro l’abusivismo.
“A nostro avviso, ogni iniziativa che si proponga di contrastare l’abusivismo merita attenzione e sostegno – dichiara Avataneo -. Dopo essersi rapidamente attivato per promuovere le agenzie di viaggio in televisione, anche in questa occasione il ministro Mazzi ha dimostrato di essere un uomo orientato all’azione: questa banca dati, infatti, era una delle risposte che il settore attendeva da tempo. L’abbiamo già visionata, in occasione della presentazione alle associazioni di categoria”.
Avataneo afferma che la piattaforma “è ben fatta e presenta importanti novità sotto il profilo della raccolta dei dati, basata sull’interfaccia con le Camere di Commercio e i Comuni”. Inoltre, crea “una barriera forte, perché contempla solo le attività con il codice Ateco 79.11, 79.12 e 79.1, e quindi non lascia alcuna possibilità non solo agli abusivi tout-court, ma anche alle numerose realtà ibride, che hanno approcciato il comparto con escamotage di dubbia validità”.
Quando sarà completata con il Cin, Codice Identificativo Nazionale, sarà “effettivamente uno strumento molto utile per i consumatori. Certo – afferma – non risolve tutti i problemi, ma è necessario che gli agenti di viaggi si registrino e la utilizzino correttamente: rendere immediatamente riconoscibili gli operatori in regola e distinguerli da chi agisce fuori dalle norme costituisce già un passo significativo”, raccomanda Avataneo.
Stefania Vicini















