Una stella Michelin dal 2014, quattro menu degustazione fra 190 e 270 euro, una cantina da oltre 600 etichette.
Aroma occupa la terrazza all’ultimo piano di Palazzo Manfredi, cinque stelle in via Labicana, a tre minuti a piedi dal Colosseo.
In cucina, dal 2010, c’è l’Executive Chef Giuseppe Di Iorio.
Per chi lavora sul turismo organizzato è un indirizzo che si vende due volte, perché la camera e il tavolo viaggiano insieme.
Roma, capitale culturale e piazza per l’alta ristorazione d’albergo
Per il turismo organizzato Roma è insieme destinazione culturale e piazza gastronomica, e la ristorazione d’albergo somma le due voci sullo stesso conto. Una stella all’ultimo piano di un cinque stelle vale due canali di vendita, il soggiorno e il tavolo.
La Guida Michelin classifica la cucina di Aroma come Moderna, Creativa e la colloca in fascia €€€€. Da quel segmento viene anche l’Executive Chef, con tappe a Londra e a Roma fino al 2010. Il posizionamento con cui il ristorante si presenta è quello di luogo d’incontro di personaggi d’alto profilo internazionale e di meta enogastronomica, e i quattro percorsi degustazione portano il nome di tre ordini architettonici e del colle romano adiacente all’hotel.
Il perimetro è quello archeologico. Le distanze a piedi sono tre minuti dal Colosseo, dieci da piazza Venezia, quindici dal Pantheon e da piazza Navona, venti da San Pietro. Palazzo Manfredi ha due punti food and beverage: Aroma sulla terrazza e The Court, cocktail bar panoramico affidato al barman Matteo Zed, con insegna 50 Best Discovery e accesso adults only.
La stagione entra due volte nel prodotto, nella carta del ristorante e nell’agibilità della terrazza.
Palazzo Manfredi, acquistato nel 2002, e la terrazza all’ultimo piano
Palazzo Manfredi è un edificio del Seicento a due passi dal Colosseo, nella Roma imperiale. L’impianto originario fu ideato agli inizi del XVII secolo per la famiglia Evangelisti da Giovanni Battista Mola; nel Settecento divenne il casino di caccia della famiglia Guidi.
Nel 2002 l’ha acquistato il Conte Goffredo Manfredi, fra i più noti imprenditori e costruttori italiani.
Ai piedi del palazzo restano i resti del Ludus Magnus, la palestra dove si allenavano i gladiatori prima di combattere nell’anfiteatro. Sull’altana un’epigrafe riporta la massima ciceroniana Virtute duce, comite fortuna. L’albergo conta dodici camere, due suite e sette grand view suite.
Quello che si riconosce dalla terrazza è il primo argomento di vendita fra i ristoranti con vista Roma, e in questo caso l’elenco si verifica a occhio. La vista è sul Colosseo. La Guida Michelin aggiunge la Domus Aurea sulla destra, in lontananza un angolo dell’Altare della Patria e, poco oltre, la cupola di San Pietro. Dal piano terra si sale in ascensore. Sempre la Guida Michelin segnala che d’inverno la terrazza viene chiusa e coperta, quindi fruibile in ogni stagione: un dato che pesa per chi programma cene di gruppo in bassa stagione.
Cinque ruoli in brigata, dal Margutta al Mirabelle
Giuseppe Di Iorio guida la cucina di Aroma dal 2010 e nel 2014 ha ottenuto la prima stella Michelin.
Nato in una famiglia di origini romane e calabresi, si è avvicinato ai fornelli grazie al padre e, finita la scuola alberghiera a Roma, ha cominciato al Ristorante Margutta. Poi Londra: al ristorante dell’Hyde Park Hotel è finito sotto la guida di Giuseppe Sestito, primo executive chef italiano dell’albergo inglese.
Rientrato a Roma è entrato nell’alta ristorazione alberghiera, prima all’Hotel Inghilterra e poi al Parco dei Principi. Nel 2005 ha raggiunto Sestito al Mirabelle dell’Hotel Splendide Royal, stellato, davanti a una clientela internazionale fatta di celebrity e capi di Stato.
La brigata conta cinque ruoli: accanto a Di Iorio ci sono il Resident Chef Raffaele de Mase, la pastry chef Irene Tolomei, l’head sommelier Federico Maramao e il Restaurant Manager Alessandro Orfini, la giovane brigade de cuisine di Aroma. Il leit-motiv esposto dal ristorante è che non c’è innovazione senza tradizione, e il principio di lavoro è il less is more.
La ricerca degli ingredienti passa dai piccoli produttori locali. I menu degustazione sono un omaggio alla Città Eterna, dedicati all’incontro fra territorio, ricerca e tradizione, non senza qualche meditata provocazione.
Quattro percorsi degustazione da 190 a 270 euro, più lo Smart Menu a 180
Il CORINZIO è il percorso principale e costa 270 euro, con abbinamento vini a 130. Lo IONICO, di pesce, viene 230 euro; il DORICO, di carne, a 210; il COLLE OPPIO, vegetariano, a 190, tutti con pairing a 120.
C’è poi uno Smart Menu da 180 euro, due piatti scelti dai menu degustazione più il dolce. La regola stampata su ogni carta è che il menu degustazione viene servito per persona ed è pensato per l’intero tavolo: a un banco prenotazioni conviene saperlo prima della chiamata al cliente.
La proposta in corso è quella dell’estate 2026. Nel CORINZIO ci sono la seppiolina scottata al lemongrass con zucchine e gel di mojito, il branzino alla n’duja croccante con spuma di mandorle e un dessert intitolato Il Colosseo, visciola e ricotta.
Lo IONICO apre con il crudo di gamberi rossi, albicocche grigliate e gel di umeboshi, poi il riso invecchiato Gran Riserva, champagne e tartare di tonno. Il DORICO gioca sulla tartare di manzo con melanzane fumé, gel di lampone e feta e sui fagottini di quaglia con vellutata di lattuga e tartufo estivo.
Il COLLE OPPIO parte dagli spaghetti al pesto di basilico, robiola e limone nero. Gli spaghetti con crescione, pesto di aglio orsino, robiola e limone appartengono invece al COLLE OPPIO della primavera 2026, accanto alla tartelletta alla vignarola e agli asparagi scottati con spugnole e fragole. La carta ruota con la stagione.
Fuori dai percorsi ci sono due piatti della tradizione romana a 45 euro, l’Amatriciana e la Carbonara shakerata. Il piatto special è l’entrecôte di Wagyū con verdure stagionali: 180 euro come portata singola, 90 in aggiunta o in sostituzione.
Per le esigenze free from esiste una carta dedicata ai celiaci, costruita come un menu degustazione di quattro portate, dolci e pane compresi. La cantina conta oltre 600 etichette, con impronta internazionale e un focus sugli champagne. Il ristorante ha anche uno shop dedicato ai gift voucher.
Capienze per eventi fino a 70 ospiti e regole di prenotazione
Per gli eventi privati Aroma può essere riservato integralmente e trasformato in privé, con un professionista dedicato alla personalizzazione del servizio. Le tipologie sono matrimoni, cene di gala, lanci di prodotto, meeting e cocktail party.
Le capienze per eventi danno il rooftop a 40-44 ospiti placé su quattro tavoli imperiali, 40 in piedi sulla terrazza e 70 con l’area bistrot, mentre la Privé Area arriva a 18 placé. Il costo per riservare il rooftop è su richiesta. Il documento che riporta queste capienze è stato caricato nel 2021, quindi vanno riverificate con la struttura prima di quotare.
Il pranzo è servito dal mercoledì alla domenica dalle 12:30, la cena tutti i giorni dalle 19:00. La prenotazione è obbligatoria e passa unicamente dal pulsante Prenota un tavolo sul sito, con carta di credito a garanzia da cui non viene prelevata alcuna somma. Il dress code è casual elegante e per gli uomini esclude pantaloncini corti, scarpe aperte e abbigliamento sportivo; gli animali non sono ammessi.
Aroma è in via Labicana 125, 00184 Roma, e il numero del ristorante è +39 06 97615109, diverso da quelli di Palazzo Manfredi e di The Court.







