Il caro petrolio cambia le strategie di Ryanair. La decisione di ridurre l’obiettivo di traffico è infatti legata soprattutto al prezzo del carburante non coperto. Il jet fuel viene indicato attualmente a circa 140 dollari al barile, rendendo più onerosa la programmazione dei mesi invernali, tradizionalmente meno redditizi. Il vettore prevede quindi di mantenere il traffico tra novembre e marzo sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, riducendo l’esposizione ai costi del carburante non coperto. La compagnia definisce la modifica come un intervento una tantum sul programma invernale. In base a prezzi e domanda, il taglio dovrebbe consentire di ridurre le perdite dell’inverno 2026 di 70-100 milioni di euro. La compagnia non fornisce invece al momento una previsione significativa sull’utile netto FY27.
Ryanair vede tariffe più alte
Lo scenario potrebbe avere ripercussioni anche sul mercato europeo del corto raggio. Se i prezzi elevati del petrolio dovessero proseguire fino all’estate 2027, Ryanair prevede un aumento significativo delle tariffe aeree short haul in Europa. Secondo la compagnia, la pressione sarà particolarmente forte sui vettori con una copertura del carburante meno favorevole, che potrebbero trovarsi a dover ridurre la capacità o, nei casi più critici, ad affrontare difficoltà finanziarie.
I dati di agosto
Ryanair registra ad agosto 22,2 milioni di passeggeri, in crescita del 6% rispetto ai 21 milioni dello stesso mese del 2025. Il load factor resta stabile al 96%, mentre la compagnia ha operato oltre 120.500 voli. Sul dato mensile pesa la cancellazione di oltre 400 voli a causa delle eruzioni dell’Etna. Su base rolling a 12 mesi, il traffico raggiunge invece 214,4 milioni di passeggeri, con una crescita del 5% e un load factor invariato al 94%. La novità più rilevante riguarda, però, le prospettive per l’anno fiscale FY27: Ryanair ha ridotto l’obiettivo di traffico da 216 a 214 milioni di passeggeri, per limitare l’esposizione al costo del carburante non coperto durante la stagione invernale.
Altri numeri
Tra aprile e ottobre la compagnia prevede di aumentare il traffico estivo di oltre il 5%, passando da 138 a 145 milioni di passeggeri. Le tariffe del secondo trimestre, secondo quanto indicato dalla compagnia, stanno invece registrando un andamento “modestamente in calo” su base annua. Il gruppo segnala inoltre di avere coperto l’80% del fabbisogno di jet fuel per FY27 a circa 67 dollari al barile, una posizione che dovrebbe consentire di chiudere un altro esercizio in utile, sebbene al di sotto del record di utile netto registrato nel FY26.














