L’estate 2026 descritta attraverso quattro diverse prospettive della distribuzione turistica organizzata, che delineano punti di debolezza del settore, ma anche segnali di evoluzione. Tutto nasce da una domanda semplice che è stata loro rivolta: Per cosa sarà ricordata l’estate 2026?
Resilienza, eventi estremi e mancanza di dialogo
C’è chi pensa che non sarà ricordata per qualcosa di particolare o forse lo sarà “per il fatto che i viaggiatori, oramai, sono molto meno sensibili alle crisi interne o internazionali”, sostiene Alfredo Vassalluzzo, founder del gruppo e azionista di maggioranza Travelbuy.
Di parere diverso è Maurizio Bosia, presidente di Verytravel, che associa il ricordo di questi mesi a più elementi, pensando che la stagione estiva sarà legata “all’inadeguatezza dei prezzi dinamici, come sono impostati oggi, agli eventi estremi ed improvvisi e soprattutto ad una mancanza di dialogo costruttivo tra fornitori, t.o. e distribuzione, che si muovono in maniera asincrona e personalizzata alla ricerca della propria sussistenza, perdendo di vista il comparto nel suo insieme che, se condiviso nelle scelte, sarebbe il vero valore aggiunto”.
Il tempo della maturità
Al contrario, Ivano Zilio, presidente di Primarete, pensa che questa estate sarà ricordata come “la stagione della maturità del mercato. Dopo anni caratterizzati da forti cambiamenti – spiega il manager – il cliente è tornato a riconoscere il valore della consulenza professionale dell’agente di viaggi”.
C’è poi un altro elemento che introduce Zilio, il manager constata che: “Allo stesso tempo, le agenzie stanno diventando sempre più imprenditoriali, attente non solo ai volumi, ma soprattutto alla redditività e alla sostenibilità del proprio business. Questo rappresenta un cambio di mentalità destinato a proseguire anche nei prossimi anni”.
Un’analisi condivisa anche da Gabriele Baldan, titolare dell’agenzia Cantiere 34 di Dolo (Ve). A suo dire questa sarà “l’estate della definitiva presa di coscienza che il nostro settore sarà sempre soggetto a turbolenze e che bisognerà essere pronti anche con prodotti nuovi a partire da quelli assicurativi”.
A fronte di ciò, Baldan fa un passo in più e crede che il successo di un’agenzia non possa più essere misurato “dal solo fatturato”. In un mercato sempre più complesso, “caratterizzato da costi in crescita, dinamiche tariffarie variabili e clienti sempre più informati, la vera sfida è trasformare le vendite in redditività. Chi saprà investire nella consulenza e formazione, nella specializzazione e nella fidelizzazione uscirà rafforzato, chi invece continuerà a competere esclusivamente sul prezzo avrà sempre maggiori difficoltà”.
Stefania Vicini















