In Spagna anche Unav-Fetave, associazione dei datori di lavoro delle agenzie di viaggi, ha presentato un ricorso speciale al Tribunale Amministrativo Centrale per i Ricorsi Contrattuali (Tacrc) contro alcuni aspetti del capitolato d’appalto per il nuovo contratto centralizzato di servizi di agenzia di viaggi per la Pubblica Amministrazione spagnola, del valore di 604,8 milioni di euro.

Come riporta Hosteltur, il ricorso fa seguito all’annuncio dell’associazione dei datori di lavoro delle agenzie di viaggi aziendali, Gebta, che a sua volta ha già contestato il capitolato d’appalto.

Il ricorso di Unav-Fetave

La questione principale sollevata nel ricorso presentato da Unav-Fetave riguarda l’autorizzazione commerciale necessaria per fornire professionalmente servizi specifici di un’agenzia di viaggi.

L’associazione degli imprenditori ritiene che un bando di gara per la fornitura di “servizi di agenzia di viaggi” debba esplicitamente indicare l’autorizzazione settoriale richiesta e le normative da cui essa deriva.

A tal proposito, chiarisce che l’attività delle agenzie di viaggi è soggetta alle relative normative in materia di turismo e tutela dei consumatori. “Le comunità autonome hanno istituito sistemi e meccanismi di intervento amministrativo differenti, pertanto le imprese devono rispettare i requisiti settoriali previsti dalla legge”.

La dichiarazione del presidente Gutiérrez

Per César Gutiérrez, presidente di Unav-Fetave, l’associazione non poteva rimanere a guardare “in un bando di gara di questa portata, in cui riteniamo che l’autorizzazione necessaria per svolgere la nostra attività debba essere chiaramente indicata. Non si tratta di limitare la concorrenza – ha affermato -, ma piuttosto di garantire che tutti gli operatori possano competere nel rispetto delle stesse norme settoriali”.

Cosa contesta Unav-Fetave

Il ricorso dell’associazione dei datori di lavoro contesta alcuni requisiti che incidono sull’organizzazione interna delle aziende offerenti, tra cui l’obbligo che almeno il 40% del personale assegnato al contratto sia femminile.

“Unav-Fetave sottolinea che l’obiezione non è diretta contro le politiche di parità o la presenza di donne nelle aziende, bensì contro l’imposizione, nel capitolato d’appalto, di una specifica composizione del personale che, a parere dell’associazione, non è sufficientemente giustificata dalle caratteristiche specifiche del servizio”.

Dal canto suo l’associazione ritiene che “questo tipo di requisiti debba essere particolarmente giustificato e rispettare i principi di proporzionalità e libertà di organizzazione aziendale”.

Obiezioni alla struttura economica

Unav-Fetave ritiene necessario che i prezzi unitari stabiliti dall’Amministrazione siano adeguatamente giustificati in relazione ai costi effettivi che le agenzie devono sostenere per fornire il servizio.

“Il contratto richiede una struttura di personale significativa, risorse tecnologiche, assicurazioni, supporto continuo, sistemi di gestione e altri obblighi operativi. Allo stesso tempo, una parte considerevole del sistema di punteggio incentiva la riduzione delle commissioni di gestione, l’aumento degli sconti e l’assunzione da parte delle agenzie di alcuni costi e rischi aggiuntivi”, sottolinea l’associazione dei datori di lavoro.

L’associazione – riporta la fonte spagnola – ritiene che tali condizioni debbano essere supportate da un’adeguata giustificazione economica che dimostri che il servizio può essere fornito in modo sostenibile e senza che le aziende operino con margini insufficienti o addirittura in perdita.

Massima concorrenza ad armi pari

Infine, ribadisce che l’obiettivo del ricorso non è bloccare gli appalti pubblici per questi servizi, bensì garantire che una gara di tale importanza si svolga secondo regole chiare, proporzionate ed economicamente sostenibili.

Gutiérrez osserva che “le amministrazioni pubbliche sono un cliente chiave per il nostro settore e desideriamo la massima concorrenza. Proprio per questo riteniamo che le gare d’appalto debbano consentire agli enti di competere ad armi pari, nel rispetto dei nostri regolamenti professionali e sulla base di criteri economici che ci permettano di fornire il servizio in modo adeguato”.

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