Il mercato italiano oggi è “molto dinamico e, soprattutto, più maturo rispetto al passato”. Non ha dubbi Giorgio Ribaudo, managing director Thrends, head of the advisory board Ithic. Il manager parla di un mercato “meno concentrato rispetto a qualche anno fa, con un numero crescente di investitori, operatori e capitali interessati al settore alberghiero italiano”. È aumentata anche la vocazione internazionale, “sia sul fronte degli investimenti sia su quello dei brand e degli operatori”. Inoltre, si assiste a una crescente professionalizzazione del settore.

Rispetto al pre-pandemia, Ribaudo osserva che gli operatori affrontano le operazioni immobiliari e alberghiere “con maggiore competenza, attenzione ai dati e una visione più strutturata dei fondamentali economici e finanziari”. Il dato di fatto è che il mercato alberghiero italiano “continua a offrire grandi opportunità, ma siamo entrati in una fase in cui non basta più investire: bisogna investire bene”. È questo il messaggio che vuole lanciare l’edizione 2026 di Ithic, evento organizzato da Teamwork con il supporto scientifico di Thrends, che confermerà la sua vocazione di piattaforma internazionale dedicata agli investimenti, allo sviluppo e alle trasformazioni del settore alberghiero.

Tra le intenzioni c’è anche quella di sensibilizzare sul modello di sviluppo, “nelle destinazioni più fragili dal punto di vista ambientale e sociale, sarà sempre più opportuno privilegiare riqualificazione e riposizionamento degli immobili rispetto a nuovi sviluppi greenfield”. L’edizione 2026 prevede una serie di novità, tra cui un approfondimento sul tema delle branded residences, “uno dei segmenti oggi più interessanti dell’hospitality internazionale”, l’Ithic Next Gen, format dedicato alle nuove generazioni di professionisti dell’hospitality e del real estate e il Premio Hotel Chains, “dedicato al ruolo delle catene alberghiere nello sviluppo e nella trasformazione dell’offerta ricettiva italiana”.

Stefania Vicini

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