Il leisure si conferma come uno dei comparti più resilienti dell’ospitalità globale. Anche nelle fasi di maggiore discontinuità, dalla pandemia alle tensioni geopolitiche che influenzano i flussi long-haul, la propensione al viaggio come vacanza ha mostrato una capacità di recupero superiore rispetto ad altri segmenti: “Le persone desiderano andare in vacanza – ha osservato María Zarraluqui, svp global growth Inclusive Collections & Owner Relations di Hyatt – Anche durante il Covid, quando aprivamo e chiudevamo hotel, le strutture erano piene ogni volta che riaprivano ed il leisure si è ripreso 18 mesi prima del segmento Mice”. La differenza è strutturale: se parte della domanda corporate può essere sostituita o ridotta attraverso strumenti digitali, vacanze e momenti condivisi in famiglia restano esperienze difficilmente dematerializzabili.
Proprio la strategia di Hyatt riflette il crescente peso del resort orientato al leisure e dell’all inclusive. Negli ultimi anni, il gruppo ha concentrato acquisizioni e sviluppo su questo segmento: dall’ingresso di Apple Leisure Group nel 2021, all’integrazione di Bahia Principe nel 2024, fino all’acquisizione di Playa Hotels & Resorts nel 2025. I risultati operativi confermano il potenziale: nel 2025, il net package RevPAR del portafoglio all-inclusive Hyatt è cresciuto dell’8,6%, contro un incremento del RevPAR complessivo di sistema pari al 2,9%.
La trasformazione dell’all inclusive
L’all inclusive non è più solo prodotto vacanziero standardizzato. È una piattaforma di ospitalità integrata, capace di combinare soggiorno, ristorazione, entertainment, benessere ed esperienze fuori dal resort, con un modello distributivo e operativo che offre maggiore prevedibilità a cliente e proprietario. Per Hyatt, il potenziale è particolarmente rilevante nei Caraibi, dove Zarraluqui ritiene possibili rendimenti a doppia cifra, e tra le prossime aperture, che saranno disponibili alla prenotazione già dalla fine del 2026, figurano il Grand Hyatt Grand Cayman Resort & Spa e il Grand Hyatt Cancun Beach Resort.
Il riposizionamento dell’all inclusive è uno dei cambiamenti più rilevanti del comparto: un’offerta storicamente associata a voli low cost e buffet standardizzati si è trasformata in un modello orientato al premium e all’upscale. Il vecchio paradigma basato sul prezzo non era più sostenibile. Oggi il target dell’all inclusive include anche clientela alto-spendente, attratta dalla semplicità organizzativa, dalla certezza del budget e dalla possibilità di vivere una vacanza completa senza dover pianificare ogni singolo servizio. La domanda dei più giovani conferma il cambiamento di percezione del prodotto. Per Zarraluqui, i viaggiatori tra i 18 e i 25 anni stanno abbracciando l’all inclusive perché lo ritengono affidabile, trasparente e coerente con una fruizione digitale del viaggio.
Mediterraneo e destagionalizzazione
Spagna, Portogallo e Grecia restano i mercati chiave per la domanda leisure europea, in particolare quella proveniente dal Nord Europa. Nel post pandemia si è comunque rafforzata anche la presenza della clientela statunitense, caratterizzata da una maggiore capacità di spesa. Secondo Eva Chan, head of strategic development & growth Emea di Wyndham Hotels & Resorts, la spesa media degli ospiti americani in Spagna e Portogallo è migliorata rispetto a due anni fa e risulta superiore a quella della clientela europea.
Nella prima metà del 2026 Wyndham ha firmato accordi per 25 nuovi hotel e ha aperto 13 strutture nella regione Emea, tra cui il Wyndham Grand Carvoeiro Algarve e il Wyndham Mallorca Portocolom Resort. Il Gruppo guarda anche all’espansione verso la Turchia, l’India e i Paesi della Csi.
Il messaggio è chiaro: il resort all inclusive non è più soltanto una formula di vacanza, ma una classe di asset sempre più strategica. La capacità di intercettare domanda internazionale, lavorare su stagioni più lunghe, aumentare la spesa per ospite e offrire un’esperienza completa sta trasformando il segmento in una delle principali leve di crescita dell’hospitality globale.
Alessandra Tesan

















