Si muoverà lungo tre grandi filoni strategici Hospitality Day, in programma al Palacongressi di Rimini il 13 ottobre prossimo, ai quali si affiancheranno approfondimenti verticali e casi di studio. L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva futura, ma uno strumento già presente in tutti i reparti dell’hotel.
A Hospitality Day il tema sarà affrontato con un taglio concreto e applicativo: come utilizzare l’Ai per migliorare i processi, ottimizzare il lavoro quotidiano, ridurre gli errori e integrarla in modo efficace anche nelle interazioni umane. Ma il vero punto di svolta sarà un altro: capire come distinguersi in un contesto saturo di contenuti standardizzati e generati in serie. Il tema non sarà soltanto “come usare l’Ai”, ma soprattutto come usarla senza perdere autenticità, evitando l’omologazione della comunicazione. Più cresce la tecnologia, più il fattore umano diventa il vero lusso dell’ospitalità. Per questo Hospitality Day dedicherà ampio spazio al tema dell’intelligenza emotiva, declinata in due direzioni complementari: quella interna, legata alla gestione delle persone in azienda, e quella esterna, connessa alla qualità della relazione con l’ospite.
Il terzo grande asse tematico riguarderà la tenuta economica delle strutture ricettive, oggi sempre più legata alla capacità di agire contemporaneamente su due fronti: ottimizzazione dei ricavi e controllo dei costi. Da un lato si parlerà di evoluzione del revenue management, pricing, distribuzione, sistemi di vendita e strategie commerciali in grado di migliorare performance e marginalità. Dall’altro, il tema della sostenibilità sarà affrontato in chiave concreta, mettendo al centro il building alberghiero, l’efficienza energetica, la gestione degli impianti, la sicurezza e le scelte progettuali che possono incidere davvero sulla redditività nel medio-lungo periodo. Anche il design verrà letto con una prospettiva più strutturale che estetica.
Laura Dominici

















