In un mercato turistico globale profondamente ridisegnato dalle tensioni geopolitiche e dall’evoluzione tecnologica, Mikrotour sceglie di non deviare dalla propria rotta d’elezione: la qualità e la profondità dell’offerta sul lungo raggio. A fare il punto sulla strategia dell’azienda è Michelangelo Martorello, responsabile commerciale del tour operator, che traccia una fotografia nitida dello stato di salute del settore, confermando la centralità del viaggio su misura, il valore imprescindibile della consulenza b2b e una visione lungimirante che guarda al futuro senza timori reverenziali nei confronti dell’intelligenza artificiale.

Il riscatto dell’Oriente e la scommessa marocchina

Nonostante le turbolenze internazionali, come il temporaneo rallentamento delle richieste registrato in seguito al conflitto in Iran, la domanda di viaggi a lungo raggio ha dimostrato una forte resilienza. Analizzando l’andamento delle mete, Martorello spiega che “tra le destinazioni che stanno ottenendo le migliori performance spiccano l’Indonesia e, più in generale, il Sud-est asiatico, mentre anche la Cina sta vivendo una significativa fase di rilancio dopo alcuni anni più complessi”. Di contro, aree geograficamente vicine alle zone di tensione come Giordania e Oman continuano a risentire della vicinanza a tali aree. Per far fronte a questo scenario, Mikrotour ha rimodulato itinerari e accessi, privilegiando la sicurezza e la stabilità operativa. In parallelo, l’azienda ha puntato con decisione su una destinazione vicina e accessibile come il Marocco, suggellando l’investimento con l’acquisto di un riad a Marrakech: “Si tratta di un progetto nel quale crediamo molto e sul quale abbiamo investito direttamente – sottolinea il manager – anche attraverso l’acquisto di una struttura che ci consente di arricchire ulteriormente la nostra proposta e offrire ai clienti un’esperienza ancora più esclusiva e autentica”.

Il valore del b2b

Operare in una nicchia di mercato significa anteporre la qualità ai volumi. Per Mikrotour, “il rapporto con le agenzie di viaggio rappresenta uno dei nostri principali punti di forza”, spiega Martorello, ricordando la collaborazione di lunga data con una rete di partner fidelizzati. In un’epoca dominata dalla promessa del fai-da-te digitale, la disintermediazione non viene vissuta con ansia: “È un fenomeno strutturale e irreversibile, che non consideriamo una minaccia ma una realtà del mercato con cui convivere. La nostra risposta è puntare sempre di più sulla consulenza, sulla personalizzazione e sul valore umano della relazione, elementi che le piattaforme digitali difficilmente possono replicare completamente”.

Intelligenza artificiale e sartorialità

La rapidità di risposta è oggi un requisito imprescindibile per le agenzie, ma come si concilia con la sartorialità di un itinerario complesso? Secondo il responsabile commerciale, la risposta sta in un’integrazione intelligente. “L’intelligenza artificiale e gli strumenti di automazione rappresentano un valido supporto, soprattutto nelle attività a minor valore aggiunto, come la preparazione dei testi descrittivi, la ricerca di informazioni o la gestione di alcuni processi operativi – precisa Martorello –. Tuttavia, quando si parla di costruire un viaggio realmente su misura, l’elemento umano rimane il principale fattore competitivo”. La tecnologia aiuta a essere efficienti e veloci, ma il coordinamento tra le esigenze del cliente e quelle dei fornitori richiede la sensibilità di un vero direttore d’orchestra.

Dall’overtourism alle esperienze immersive

Il concetto di turismo sostenibile sta evolvendo rapidamente, spinto anche dal peso emotivo dei social media. Come evidenzia Martorello, “oggi il valore di un viaggio non si misura soltanto nelle destinazioni visitate, ma nella qualità delle esperienze vissute”. Per Mikrotour, che ha intrapreso un percorso di riposizionamento verso una clientela di fascia alta, la sfida consiste nel creare esperienze immersive che mettano il viaggiatore in contatto con la cultura e le comunità locali. Questo significa spesso distribuire i flussi turistici e valorizzare territori meno conosciuti: “Il nostro compito è accompagnare il cliente nella comprensione di questo valore, spiegando che autenticità e sostenibilità spesso si trovano proprio al di fuori dei percorsi più battuti”.

Pianificazione anticipata

A dispetto di un mercato spesso guidato dall’incertezza economica o dalla disponibilità aerea, il last minute rappresenta per il tour operator una quota molto limitata dell’attività. “La nostra vocazione rimane la progettazione di itinerari complessi e altamente personalizzati, spesso su destinazioni di lungo raggio, che richiedono tempi adeguati per essere costruiti con attenzione e cura dei dettagli”, ribadisce il manager. Di conseguenza, la clientela continua a prediligere una programmazione a lungo termine, pianificando il viaggio con buon anticipo per garantirsi qualità, scelta e valore.

Tre anni di consolidamento

Guardando ai prossimi tre anni, la rotta è tracciata con chiarezza: “Più che ampliare indiscriminatamente la programmazione, il nostro obiettivo è approfondire ulteriormente ciò che sappiamo fare meglio: creare itinerari di qualità, personalizzati e ricchi di contenuto”. Da un lato il consolidamento sul Marocco, dall’altro la conferma dello sguardo privilegiato verso l’Oriente e l’Asia. Mikrotour punta così a confermarsi come un operatore sempre più specializzato, capace di interpretare le esigenze di un viaggiatore evoluto, con la certezza che, conclude Martorello, “finché esisterà la curiosità umana di conoscere, comprendere e scoprire il mondo, ci sarà sempre bisogno di esperienza, sensibilità e visione: elementi che nessuna tecnologia potrà sostituire completamente”. L.D.

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