Dalla gestione degli imprevisti al contenimento dei prezzi, fino alla ricerca di nuovi itinerari e all’impatto del clima sulla programmazione. Gianluca Rubino, amministratore delegato di Kel 12, intervistato da Guida Viaggi durante la convention in Calabria, analizza il ruolo del turismo organizzato. Al centro anche il rapporto con le agenzie di viaggio, chiamate a partecipare a un modello di collaborazione sostenuto dalla tecnologia e dalla condivisione dei dati.
Gv: Tra instabilità internazionale e caro carburante, come può un tour operator garantire la programmazione e gestire gli effetti degli eventi esterni?
“Questo risiede nella professionalità dei tour operator, il turismo organizzato fa proprio questo. I tour operator sono organizzati per gestire questi cambiamenti e rispondere in modo flessibile. Vengono seguiti tutti i clienti, da chi ha già prenotato a chi sta partendo e a chi partirà. La maggior parte dei problemi non accade a chi si affida a un tour operator, ma a chi non lo fa”.
Gv: Quali sono le conseguenze sul pricing?
“I tour operator hanno contribuito a calmierare i prezzi. Secondo i dati di Accenture il prezzo medio è aumentato solo del 5%, nonostante il forte incremento dei costi dei carburanti. Sono stati i tour operator a riuscire a contenere questo aumento, proprio per andare incontro al mercato”.
Gv: Alla convention è stato ricordato come l’80% dei viaggiatori visiti soltanto il 10% del mondo. Quali opportunità si aprono per chi, come Kel 12, ha nell’esplorazione la propria identità?
“Quella è una statistica che riguarda tutti. Probabilmente, se la facessimo su Kel 12, il risultato sarebbe diverso. Programmiamo già 100 destinazioni, in molte raggiungiamo aree che non sono interessate dall’overtourism, spesso andiamo in luoghi che raggiungiamo solo noi. Andiamo anche nelle destinazioni più frequentate, ma cerchiamo sempre di farlo trovando nuovi itinerari e nuove mete. Ne abbiamo avuto un esempio durante la convention, con la visita a Pentedattilo, dove eravamo praticamente soli. Eravamo un gruppo numeroso, circa cento persone, ma di luoghi come Pentedattilo nel mondo ce ne sono tanti”.
Gv: Come scegliete le destinazioni e quale ruolo mantiene l’Africa nella programmazione?
“Kel 12 programma tutta l’Africa. A volte si tratta più di riscoperte che di nuove destinazioni. Oggi cerchiamo nuovi modi di proporre alcune destinazioni, anche quelle che sono state chiuse per problematiche legate alla loro storia e che ora riscopriamo. Abbiamo appena realizzato spedizioni in Libia, un Paese che sta tornando gradualmente alla normalità e che ha caratterizzato il turismo italiano per molti anni”.
Gv: Il cambiamento climatico sta già modificando destinazioni, stagionalità e scelte d’acquisto?
“Assolutamente sì, in due modi. Da una parte, noi tour operator prestiamo molta attenzione a quando proporre le destinazioni, evitando periodi che possono presentare condizioni climatiche anche pericolose, come dimostra quanto accaduto in Nepal quest’estate. Dall’altra, il cambiamento climatico sta influenzando le decisioni degli italiani. Quest’estate ero a Luxor per lavoro e ho visto tanti italiani che, magari, qualche anno fa si sarebbero spaventati per il caldo dell’Egitto. Ora, purtroppo, non è così diverso da quello che abbiamo avuto a Milano e a Roma”.
Dati e relazione per crescere insieme
Durante la convention Rubino ha rivolto alle agenzie un invito diretto a rafforzare la collaborazione. “Giochiamo in casa quando andiamo nel deserto, quando facciamo cose che altri non sanno fare. Però adesso abbiamo bisogno di voi, questo è fondamentale. Insieme ad Accenture costruiremo qualcosa che ci aiuterà a unirci”.
“Siamo chiamati a individuare modalità di sviluppo del prodotto che lascino un segno distintivo nel mercato – ha dichiarato -. Cresce il bisogno di autenticità, sicurezza e originalità, stimolato dall’attenzione all’impatto ambientale e sociale del viaggio. Il nostro ruolo è quello di interpreti autorevoli delle destinazioni, in termini di scoperta, conoscenza e rispetto socio-ambientale. È un passaggio evolutivo che non possiamo affrontare da soli. Occorrono modelli relazionali che favoriscano un coordinamento trasparente e integrato con partner locali di massima qualità e agenzie di viaggio, con il contributo di una stampa attenta a stimolare la consapevolezza della cultura del viaggio. Il cambiamento va guidato insieme, unendo fattore umano e tecnologia per alimentare una capacità concreta di fare sistema”.
“Abbiamo registrato oltre 7.000 viaggiatori – ha concluso Rubino, rivolgendosi direttamente alla sessantina di agenzie presenti -. Ma sono 150mila le persone cui inviamo la newsletter e sono certo vogliano viaggiare con Kel 12. Abbiamo 2,6 milioni di visualizzazioni del sito. Serve l’aiuto di tutti. In questo momento il primo canale di Kel 12 non è l’agenzia ma oggi abbiamo bisogno proprio di voi, dobbiamo essere una cosa sola. Dobbiamo capire che cosa vogliono quelle 150mila persone e metterle a vostra disposizione. Stiamo creando un modello perché possiate vedere quei dati, conoscere quei viaggiatori e aiutarci a parlare con loro. Saranno gli agenti a spiegare che cos’è quella tenda o una crociera sul Nilo. Spiegare l’emozione che si prova non lo fa l’Ai ma l’agente di viaggio”.
Paola Olivari
















