I prezzi dei biglietti aerei continueranno a rimanere elevati per tutto il resto dell’anno, senza alcuna tregua all’orizzonte per i passeggeri. Una combinazione complessa formata da carburante costoso, capacità ridotta dei velivoli e una domanda di viaggi ancora molto forte spingerà i prezzi verso l’alto, rendendo i voli particolarmente costosi in vista della prossima stagione delle festività. Lo dice Travelweekly.com, precisando che “già ad agosto le tariffe registravano un incremento del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, secondo i dati del Consumer Price Index.
La corsa del carburante e i rincari continui
A pesare sui listini è soprattutto l’ultima impennata del prezzo del petrolio, con il carburante per aerei che a fine settembre ha raggiunto una media di 4,52 dollari al gallone negli Stati Uniti, registrando un aumento di oltre un dollaro rispetto all’inizio di agosto. Secondo Michael Linenberg, analista degli investimenti di Deutsche Bank, l’industria aerea statunitense ha già applicato ben dieci rincari tariffari da metà marzo, mese in cui i costi del carburante hanno iniziato a impennarsi a causa della guerra in Iran. “Potrebbero essercene altri”, ha avvertito l’analista, spiegando che “le compagnie aeree faranno tutto il possibile per coprire al 100% l’aumento del carburante”. Sulla stessa linea si muove Ben Vinod, consulente per la distribuzione aerea, il quale prevede che i prezzi rimarranno stabili o saliranno di un ulteriore 10% da qui alla fine dell’anno.
La strategia dei vettori tra domanda record e tagli
Nonostante il caro-carburante, le compagnie continuano a sfruttare un eccezionale potere di prezzo grazie a una domanda che non accenna a diminuire. I vertici di American, Southwest e United lo hanno confermato durante una recente conferenza per gli investitori organizzata da Morgan Stanley, sottolineando che i volumi record degli ultimi mesi hanno permesso di alzare i prezzi a più riprese. Non a caso, Southwest prevede di centrare i propri obiettivi di guadagno per il terzo trimestre, come ha evidenziato il cfo, Tom Doxey. Per proteggere i margini, i vettori hanno anche ridotto la capacità complessiva, tagliando le rotte non redditizie e aumentando la percezione di scarsità. Un atteggiamento confermato anche da American Airlines, con il cfo Devon May che ha dichiarato: “Continueremo ad aggiungere capacità per la fine del quarto trimestre, monitorando cosa sta succedendo con il carburante”. A questo scenario si aggiunge la generale contrazione del settore low-cost e la chiusura di Spirit Airlines, che secondo Ben Vinod sta avvantaggiando i grandi vettori tradizionali.
I rischi di un freno dei consumi
Tuttavia, la corsa in avanti delle tariffe potrebbe trovare un limite naturale nei comportamenti dei passeggeri. Lo stesso Ben Vinod mette in guardia contro i rischi di una reazione del mercato, sottolineando che “se i prezzi alti persistono, potrebbero innescare un rallentamento dei consumi” e che “accadrà a un certo punto se i prezzi rimarranno dove sono”. Per chi cerca un volo in vista delle festività, la situazione appare complessa e le opinioni degli esperti divergono. Anna Brown, della piattaforma di alert Going, invita a non disperare del tutto, ricordando che le tariffe dipendono dalle singole rotte e che le compagnie offrono comunque sconti laddove c’è concorrenza o maggiore capacità. “Ci aspettiamo che il mercato fuori dalle feste appaia disomogeneo, costoso sulle rotte con forte domanda e limitata concorrenza, ma comunque ricco di opportunità ovunque le compagnie aeree stiano aggiungendo capacità o competendo per i viaggiatori”, ha spiegato Brown. La stessa consiglia di acquistare subito per assicurarsi il prezzo migliore e di valutare l’uso dei punti fedeltà, ammonendo che “girare a vuoto aspettando un miracolo per le feste non ripaga quasi mai”. Di avviso parzialmente diverso è invece Peer Bueller, ceo di Kayak, il quale in un recente intervento social ha fatto notare che l’andamento dei prezzi quest’anno sta ricalcando la stagionalità tipica del passato, seppur su livelli più alti. Secondo Bueller, per le festività come il Thanksgiving i prezzi storicamente scendono a ottobre, con le migliori occasioni a circa cinque settimane dalla partenza, lasciando quindi uno spiraglio di sollievo per i viaggiatori ritardatari.
















