A Milano è nato il “Caso Porta Vittoria”. A raccontarlo è il network di agenzie L’Astrolabio. Nel dicembre 2023 venne reso noto che un bando del Comune aveva assegnato i locali dell’antico dazio di Porta Vittoria, in piazza Cinque Giornate 15, al Gruppo L’Astrolabio per l’agenzia Cinque Giornate, erede in quel sito di un’agenzia che si trovava a quell’indirizzo dal 1936.
A rischio sfratto
Per la città di Milano quel dazio è agenzia di turismo da quasi un secolo, una ‘Bottega Storica’. L’Astrolabio racconta in una nota che contribuisce “alla valorizzazione economica, edilizia e funzionale di questo patrimonio pubblico organizzandovi periodicamente eventi culturali aperti al pubblico: mostre, conferenze, presentazioni di libri e piccoli spettacoli.
Però, a distanza di tre anni, il Comune non ha ancora firmato il contratto di locazione che L’Astrolabio si è aggiudicato. Non solo. Ora, secondo alcuni funzionari dell’assessorato al Demanio, dovrebbe andarsene dal sito entro fine ottobre 2026, come è stato comunicato in agosto con un provvedimento di annullamento del bando, nonostante il concorso vinto e l’attività risponda perfettamente alle sue finalità”.
Un po’ di storia
A dare conto della questione è il legale de L’Astrolabio avv. Franco Papagno, che spiega i fatti. “All’epoca del bando, L’Astrolabio aveva acquisito un ramo d’azienda della precedente agenzia Viaggi & Turismo Cinque Giornate, che operava nell’ex casello (nonostante il proprio contratto di concessione fosse scaduto il 31 dicembre 2022), senza avvisare il Comune, anche perché non era previsto dal regolamento del concorso. Lo stesso bando indicava espressamente che l’immobile risultava occupato senza titolo dal precedente concessionario del dazio in quanto moroso del canone di affitto. Gli stessi bollettini emessi dal Comune nei confronti di Viaggi & Turismo Cinque Giornate riportavano come causale ‘indennità di occupazione abusiva’. Insomma era cosa nota. Ma era anche tutto regolare?”.
“Oggi secondo un ufficio del Demanio in Comune, L’Astrolabio non ha diritto al contratto avendo ereditato dalla precedente agenzia anche le obbligazioni economiche maturate dalla società nei confronti della pubblica amministrazione e che quindi deve sanare se vuole rimanere in Piazza 5 Giornate. Dove però è a sua volta ‘irregolare perché il Comune non firma l’accordo.
Tale pretesa, non risulta essere stata previamente accertata da alcuna autorità giudiziaria, ma è fondata esclusivamente sulla diversa interpretazione delle parti in ordine agli effetti della cessione del ramo d’azienda. In numeri – afferma l’avvocato – si parla delle annualità 2020, 2021 e 2022, per una somma complessiva di circa 100mila euro.
Si noti che in assenza di contratto L’Astrolabio finora non ha nemmeno potuto pagare i propri canoni di affitto con una perdita per il Comune di circa 180mila euro per le annualità 2023, 2024, 2025 e parte del 2026. In pratica, il Comune, andando avanti così, avrà perso circa 280mila euro. Considerando il ricorso al Tar che certamente L’Astrolabio farebbe, i danni resterebbero certi, i benefici sempre più incerti”.
La controproposta de L’Astrolabio
“A fronte di questi dubbi normativi – prosegue il legale – L’Astrolabio ha avanzato una controproposta che metterebbe almeno ordine nella logica delle varie pretese e farebbe intanto rientrare il Comune del credito di 180mila euro: il Demanio firma finalmente l’assegnazione della location che il gruppo si è aggiudicata tre anni fa e la società paga gli importi relativi agli affitti per le annualità di propria competenza, 2023, 2024, 2025 e parte del 2026. I 180mila euro.
A quel punto il Comune potrà chiedere in sede giudiziaria il pagamento delle somme relative agli anni 2020, 2021 e 2022, rimettendo al giudice la decisione sull’eventuale responsabilità de L’Astrolabio per tali importi”.
La parola passa al Tar
Come spiega il legale “la proposta non è stata accolta e l’amministrazione ha deciso di adottare il provvedimento con cui dichiarava L’Astrolabio decaduta dall’aggiudicazione della gara. La ricostruzione dei fatti è documentata dalla corrispondenza intercorsa tra L’Astrolabio e il Comune di Milano – Direzione Demanio e Patrimonio, e in particolare con il direttore Marco Lendaro, oltre che dalla documentazione relativa alla procedura di gara e ai rapporti con il precedente concessionario. E la parola passerà necessariamente al Tar”.
Nella nota si fa notare che, “la decisione del Demanio risulta ancor più singolare se si considera che il Comune, per più di quattro anni, non aveva proceduto ad ottenere il rilascio dell’immobile da parte del precedente utilizzatore, nonostante il contratto di concessione fosse scaduto e risultassero già maturate, secondo quanto contestato dal Comune, diverse annualità di mancato pagamento dei canoni, per l’importo complessivo dei suddetti 100mila euro.
Ne deriva, a nostro avviso, una situazione nella quale il Comune, da un lato, contesta a L’Astrolabio una presunta irregolarità nella partecipazione al bando e, dall’altro, non aveva precedentemente agito nei confronti del soggetto che occupava l’immobile e che aveva maturato gli stessi debiti che si pretende oggi di porre a carico di L’Astrolabio”.














