Alla luce della nuova fase di sviluppo per Columbus Vacanze, il marchio, che ha all’attivo settant’anni di storia e che sarà oggetto di un progetto di rinnovamento messo in atto dal Gruppo Promoter – Primarete, il patron Ivano Zilio parla di futuro, di progetti, di roadmap tracciata, ma senza dimenticare il passato e le diverse tappe per arrivare al posizionamento attuale dell’operatore, il luxury tailor made esperienziale.

 

Gv: Alla luce della nuova strategia di Columbus e dell’annuncio dell’arrivo di nuove mete quali Arabia Saudita e Red Sea, quali sono le altre tappe della roadmap di espansione previste?

“Il percorso intrapreso da Columbus è molto chiaro: vogliamo consolidare sempre di più il posizionamento del brand come tour operator specializzato nel luxury tailor made esperienziale e nella costruzione di viaggi ad alto valore aggiunto. Come avevamo già detto dopo la pandemia, non andiamo a contrasto con il segmento dei tour operator storici. L’ampliamento della programmazione è parte integrante di questa strategia. Arabia Saudita e Red Sea rappresentano un ulteriore passo in questa direzione e si affiancano a una programmazione già molto ampia, che comprende Africa, Caraibi, Medio Oriente, Oceano Indiano, Oriente e Asia, Polinesia Francese, Stati Uniti e Canada”.

 

Gv: Quali sono i punti chiave del piano?

“Un elemento per noi fondamentale è la specializzazione. Ogni destinazione della programmazione Columbus è seguita da professionisti storici, qualificati e con una profonda conoscenza del prodotto e del territorio. Parliamo di persone che lavorano da anni su queste destinazioni e che, permettetemi l’espressione, conoscono il prodotto come le proprie tasche, The Specialist. È proprio questa competenza che ci permette di costruire itinerari realmente su misura, selezionare con attenzione strutture ed esperienze e offrire alle agenzie un interlocutore capace di trasformare anche le richieste più particolari in un viaggio concreto. La roadmap prevede innanzitutto il consolidamento delle destinazioni già presenti, lavorando sempre più sulla qualità del prodotto, sulla selezione dei partner locali e sulla possibilità di costruire itinerari personalizzati. Parallelamente continueremo a valutare nuove destinazioni coerenti con il posizionamento di Columbus, privilegiando quelle nelle quali possiamo realmente portare al mercato un prodotto distintivo e competitivo. Non ci interessa aggiungere mete semplicemente per ampliare il catalogo: vogliamo che ogni destinazione abbia una precisa identità all’interno della nostra programmazione e, soprattutto, che dietro ogni destinazione ci siano competenza, esperienza e persone che la conoscano realmente”.

 

Gv: Quali sono stati, se sono esistiti, i passaggi più complessi nel riposizionare un marchio storico come Columbus da generalista a specialistico tailor made? Quanto è stato difficile far “dimenticare” il vecchio modello di business al mercato?

“Riposizionare un marchio storico è sempre una sfida, perché significa intervenire su una percezione costruita in molti anni di attività. Allo stesso tempo, però, la storia di Columbus rappresenta un patrimonio importante e non qualcosa da dimenticare. Il nostro obiettivo non è stato quindi cancellare il passato, ma far evolvere il marchio. Il passaggio più importante è stato far comprendere al mercato, e in particolare alle agenzie di viaggi, che Columbus oggi rappresenta un modo diverso di costruire il viaggio: maggiore specializzazione, flessibilità, conoscenza delle destinazioni e capacità di creare prodotti realmente su misura. È stato un percorso graduale, accompagnato da un importante lavoro commerciale e di comunicazione. Oggi iniziamo a raccoglierne i risultati e percepiamo da parte delle agenzie una consapevolezza sempre maggiore della nuova identità di Columbus”.

 

Gv: Come è cambiato il target di viaggiatore di riferimento a seguito dell’abbandono dell’offerta generalista?

“Più che parlare di un cambiamento anagrafico del target, parlerei di un cambiamento nelle esigenze del viaggiatore. Il cliente Columbus di oggi cerca sempre più un viaggio costruito intorno ai propri desideri, vuole flessibilità, consulenza e soprattutto esperienze che vadano oltre il semplice soggiorno. È un viaggiatore più consapevole, che spesso arriva in agenzia già informato, ma che proprio per questo riconosce il valore della competenza del professionista e della capacità del tour operator di trasformare un’idea in un itinerario completo. In questo modello l’agenzia di viaggi assume un ruolo ancora più centrale: Columbus mette a disposizione prodotto, competenze e strumenti, mentre l’agente rimane il punto di riferimento fondamentale nel rapporto con il cliente finale”.

 

Gv: In cosa consisteranno le promozioni e le iniziative dedicate alle agenzie di viaggi per celebrare la ricorrenza del 2026?

“Il 2026 rappresenta per Columbus un anno particolarmente importante, perché celebriamo i 70 anni del marchio. Abbiamo voluto trasformare questa ricorrenza non soltanto in un momento celebrativo, ma in un’occasione per coinvolgere concretamente le agenzie di viaggi che hanno accompagnato Columbus nel corso della sua storia e che continuano ad avere un ruolo fondamentale nel nostro progetto. Abbiamo quindi previsto una serie di iniziative, attività e promozioni dedicate al trade, che saranno presentate a ottobre”.

 

Gv: Qualche accenno…

“Possiamo però già anticipare alcune novità. Una delle iniziative si chiamerà “Premiatissimo” e sarà una promozione pensata specificamente per coinvolgere e premiare gli addetti delle agenzie di viaggi, valorizzando quindi direttamente le persone che ogni giorno propongono e vendono il prodotto Columbus. Una seconda iniziativa, realizzata appositamente in occasione dei 70 anni, sarà invece rivolta alla clientela finale: abbiamo ideato uno speciale Kit da Viaggio Prestige, pensato per accompagnare il cliente Columbus e rendere ancora più riconoscibile e distintiva l’esperienza

di viaggio legata al nostro brand. A queste attività si aggiungerà inoltre una campagna speciale dedicata alle agenzie di viaggi, che accompagnerà le celebrazioni del 70° anniversario. Vogliamo che questo anniversario sia soprattutto un’occasione per guardare al futuro insieme alle agenzie, coinvolgendo sia la distribuzione sia il cliente finale e rafforzando ulteriormente il rapporto tra Columbus e il mercato”.

 

Gv: State valutando altri dossier sul mercato? Se sì, quali caratteristiche devono avere i brand o le società target per entrare nelle sinergie del Gruppo Promoter – Primarete?

“Come gruppo osserviamo costantemente il mercato e siamo naturalmente attenti alle opportunità che possono creare valore e nuove sinergie. Non inseguiamo però operazioni fini a se stesse: eventuali progetti devono essere coerenti con il nostro modello e soprattutto complementari alle attività che già sviluppiamo. Guardiamo con interesse a realtà che possano portare competenze, prodotto, tecnologia, distribuzione o specializzazione e che possano integrarsi concretamente nell’ecosistema del Gruppo Promoter – Primarete. La nostra filosofia rimane quella di crescere mantenendo identità e specializzazione delle singole realtà, mettendo però a fattor comune strumenti, competenze, distribuzione e capacità commerciale. È proprio dalla complementarità tra le diverse attività che riteniamo possano nascere le sinergie più interessanti per il futuro”.

Stefania Vicini

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