Le montagne e le aree collinari italiane tornano al centro dell’attenzione di Slow Food. Da Terra Madre Salone del Gusto 2026 e coi principi del mese di ottobre prende vita il percorso dedicato alle Terre Alte, con l’obiettivo di valorizzare comunità, produzioni locali, biodiversità e antichi mestieri. Dal 16 ottobre, in particolar modo, partirà la campagna “Terre AltRe. Riabitare e resistere”, accompagnata dalla nuova Scuola di Terre Alte rivolta a giovani e studenti.
Una campagna per raccontare le Terre Alte
La campagna coinvolgerà per oltre un mese la rete Slow Food in tutta Italia, mettendo al centro pascoli, alpeggi, boschi e castagneti. Già in programma innumerevoli visite guidate, oltre a laboratori, attività didattiche e iniziative con i produttori dei Presìdi Slow Food e dei Mercati della Terra. Anche i cuochi dell’Alleanza Slow Food parteciperanno al progetto, portando nei loro menù prodotti e sapori delle Terre Alte.
L’iniziativa, nata dalla volontà di mostrare come questi territori spesso considerati marginali, vuole riportare al centro una risorsa per affrontare alcune delle grandi sfide ambientali e sociali del presente.
Dallo spopolamento a nuove opportunità
Secondo Slow Food, la vera sfida è quella di ricreare le condizioni per cui restare, tornare o investire nelle Terre Alte. Anche mestieri antichi, reinterpretati attraverso nuove tecniche e strumenti, possono così trasformarsi in attività capaci di generare reddito e allo stesso tempo contribuire alla cura del territorio. Anche da qui nasce la campagna “Terre AltRe”, realizzata con il sostegno del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, già impegnato nella valorizzazione delle aree montane dell’Appennino emiliano attraverso la filiera del Parmigiano Reggiano Prodotto di montagna.
Giovani protagonisti con la Scuola di Terre Alte
Accanto alla campagna di sensibilizzazione nasce poi la Scuola di Terre Alte, progetto realizzato da Slow Food Italia con il contributo del Fondo Carta Etica di UniCredit.
Anche in questo caso focus le nuove generazioni, oltre ai mestieri della montagna come pastorizia, agricoltura e apicoltura, vere occasioni per trasmettere competenze tecniche e culturali, ma anche di raccontare un modo diverso di vivere e custodire il territorio.
Formazione per ragazze e ragazzi
Il progetto, rivolto a studenti tra i 13 e i 19 anni, parte dunque dal cibo per arrivare a un tema più ampio: il futuro delle comunità che abitano le montagne e le aree interne. Per Slow Food, la sfida rimane così quella di trasformare la cura delle Terre Alte in lavoro, comunità e nuove possibilità per le generazioni future.
Claudia Cabrini







