Fruit Viaggi e la mossa sul capitale

“Rafforzare la struttura in vista dello scenario futuro e della crescita. Stiamo crescendo molto come prodotto con il concept Fruit Village per famiglie sempre più richiesto dal mercato”. Lo spiega così Cristian Gabriele, direttore generale di Fruit Viaggi, l’aumento di capitale messo in atto dalla società che ha deciso di “avviare un processo di costante patrimonializzazione che supporterà il gruppo al superamento della soglia dei 20 milioni di euro previsti entro il 2020”, come annuncia una nota. Dopo l’approvazione dell’aumento di capitale, ora di 500mila euro, l’azienda si è trasformata in una società per azioni. L’ultimo bilancio depositato è di 12 milioni. L’annuncio ha destato curiosità per capire se fosse motivato da possibili mosse di acquisizione, ma come dichiarato dal manager attualmente non ci sono operazioni in vista da parte del t.o. La mossa dell’aumento di capitale è da ricondurre ad una crescita che passa attraverso gli investimenti di prodotto.
Il t.o. nato con una specializzazione sul Mare Italia, ha operato una diversificazione, aprendosi ad Egitto e Tunisia, che riconferma. “Cresceremo come programmazione anche in Italia – fa sapere il manager -. Ad oggi il portfolio dei Fruit Village ne conta nove, con tre in arrivo. La formula è quella del club in gestione in esclusiva commerciale per l’Italia”.
Lo scorso anno ha visto il lancio della programmazione Fruit Free, che sarà oggetto di attenzione e ampliamento: “Prevede un programma dinamico per una vacanza giovane, ma che si adatta anche a ospiti di età più grande, con escursioni più dinamiche, attenzione a divertimenti ed attività”. Intanto, si stanno valutando nuove destinazioni. Nel frattempo, l’inverno lo si affronta con il Mar Rosso e il prodotto neve con l’apertura del Fruit Village Pescasseroli du Park alla sua prima stagione invernale.
Per le adv ci sarà la nuova versione del booking online, “sarà più performante, con aree dedicate e l’implementazione di alcuni servizi”.
L’estate? “C’è stato un ottimo avvio, applicando le tariffe di revenue management che premiano chi prenota in anticipo. Poi un calo generale, ma non si è sofferto tanto. Sì è lavorato bene sulla spalla giugno-settembre per il Mare Italia, il cliente sceglie sempre meno l’alta stagione”. E’ questo l’insegnamento di cui far tesoro, “molti sono disposti a viaggiare fuori stagione, bisogna pertanto bilanciare le aspettative per l’alta. La destagionalizzazione è in atto, ma non tutti se ne sono accorti”.         

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