Una stagione in chiaroscuro

Abbiamo sentito così tanto parlare dei rincari estivi che hanno flagellato le vacanze degli italiani che se a qualcuno fosse per caso capitato di ritrovare, in vacanza, gli stessi prezzi dell’anno scorso avrebbe sicuramente provato un misto tra stupore e diffidenza. L’effetto rincari avrebbe, stando alla cronaca di agosto, cambiato la mappa dei soggiorni e fatto emergere cali di prenotazioni, nelle settimane clou, tra il 20% e il 30% nella domanda soprattutto degli italiani verso le destinazioni nazionali. Ad avere la meglio sono state destinazioni considerate più economiche come Egitto, Spagna, Tunisia, o nuovi approdi come Albania e Montenegro. Mentre per i lunghi viaggi è tornato in auge il Far East, Giappone in testa, sull’onda dello yen low cost e dei supersconti delle compagnie aeree del Golfo. Federturismo Confindustria aveva a suo tempo chiarito che, nonostante la crescita degli arrivi dall’estero (+4%), “non sarà un’estate da tutto esaurito”. La presidente Marina Lalli parlava di campanello d’allarme che deve far riflettere per il futuro, visto che l’aumento dell’inflazione ha eroso il potere d’acquisto dei turisti e ha costretto le aziende a rivedere i loro prezzi al rialzo. Confermato poi il ritorno di successo delle città d’arte italiane, così come delle crociere, mentre sono le destinazioni balneari ad aver sofferto qualche disaffezione da parte dei connazionali. Anche Confcommercio ha invocato riflessioni sulla frenata della domanda, dopo che il consuntivo dei primi cinque mesi 2023 aveva fatto segnare un aumento complessivo del 15% delle presenze turistiche.

Il bilancio di Aidit

A tracciare un primo consuntivo della stagione è Domenico Pellegrino, presidente Aidit, che conferma un “rallentamento delle prenotazioni da parte soprattutto degli italiani. Era ben visibile già da alcuni mesi – prosegue – e come Aidit siamo intervenuti più volte, anche pubblicamente, per chiedere al Governo un sostegno fiscale alle famiglie per l’acquisto di pacchetti e servizi turistici presso agenzie e tour operator. Adesso i numeri sono sotto gli occhi di tutti e non è purtroppo di nessuna consolazione dire noi l’avevamo detto”.

Nel confronto tra il 2023 e il 2019, come distribuzione Aidit dichiara di aver registrato numeri molto positivi fino al mese di maggio, con partenze a +10,5% e prenotazioni a +11,3%. “Nei mesi successivi di giugno e di luglio – commenta – il trend è rimasto positivo ma mostrando i primi segnali di cedimento, con partenze a +4,5% e prenotazioni a +1,5%. Nel mese di agosto le partenze hanno fatto registrare un – 0,35% e le prenotazioni un – 4,38% con conseguenze molto impattanti sull’anno, essendo il mese di agosto quello con maggiori volumi e redditività per tutte le componenti del comparto”.

Colpita la classe media

La progressiva riduzione del reddito disponibile delle famiglie per effetto dell’inflazione e il continuo aumento dei prezzi dei servizi turistici ha colpito pesantemente la classe media – spiega Pellegrino – che è quella che genera i volumi di gran lunga più rilevanti e che si concentra tipicamente nei mesi di luglio e soprattutto di agosto. “E’ mancata totalmente la classe dei clienti che prenotava tradizionalmente tra i 30 e 60 giorni prima della partenza – dichiara – ma preoccupa, in particolare, il trend negativo che si è rafforzato ad agosto e che rischia di proseguire anche nei mesi restanti del 2023”.

L’isola felice del lusso

Tornando ai dati di agosto, stando a quanto dichiarato al Sole 24 Ore da Antonio Coviello, ricercatore del Cnr-Irss e curatore dell’ultimo report dell’istituto dedicato al luxury travel, “il turismo di alta gamma continua a crescere, a differenza di quello normale, colpito dal caro prezzi che spinge soprattutto gli italiani a cercare destinazioni più economiche, come la Grecia o l’Albania. E gli operatori a offrire i pacchetti rimasti invenduti a tariffe più basse”. L’andamento a due velocità ha caratterizzato dunque le presenze in Italia, con i big spender che già si sono affacciati sulle coste della penisola, prediligendo i mesi di giugno e luglio contro il più affollato agosto. Il ricercatore sottolinea come il turismo di lusso sia sempre di più alla ricerca di esperienze autentiche, al di là del patrimonio naturale e culturale. “De Niro è andato al Rione Sanità, a vedere come si fa la vera pizza napoletana, a visitare il tesoro di San Gennaro. In Italia più che in altri Paesi si è in grado di offrire, accanto alla bellezza paesaggistica e alla ricchezza del patrimonio artistico, aspetti culinari, di ospitalità e di wellness. Il nostro territorio offre una moltitudine di servizi che un big spender richiede e apprezza. Per questo il nostro Paese rimane una meta gettonata per il turismo di lusso internazionale”, ha spiegato Coviello. Secondo il manager, che cita l’Ufficio studi Enit su stime Statista, la previsione per l’anno prossimo vede 11,7 milioni di viaggiatori trascorrere notti in hotel a 5 stelle, un numero che negli ultimi anni si era assestato tra i 4 e i 7 milioni. Nel complesso, si legge nell’ultimo rapporto del Cnr-Irss, il luxury travel genera il 15% del fatturato totale del settore alberghiero italiano e il 25% della spesa turistica totale (diretta ed indiretta). I turisti internazionali di fascia alta spendono in Italia circa 25 miliardi di euro: 7 miliardi per l’alloggio, 2 per la ristorazione e 14 per le visite e lo shopping (dati Istat-Enit, 2022).

Il punto su settembre

Cosa dire dello scorso mese di settembre? Secondo i dati dell’Osservatorio Turismo ConfcommercioSwg si è confermato ancora mese di vacanze. Sono stati 11,5 milioni gli italiani che avrebbero scelto l’ultima parte dell’estate per viaggiare, una o più volte, per un totale di 12,5 milioni di partenze, spendendo complessivamente quasi 5,2 miliardi di euro, secondo le rilevazioni dell’osservatorio. Vincoli familiari, di lavoro e di studio non favoriscono però le lunghe permanenze a destinazione. Meno del 18% sono i viaggi di 7 giorni o più, oltre il 60% delle partenze sonoo, invece, per uno o due pernottamenti al massimo. La voglia di sole prima dell’arrivo della stagione più fredda ha posizionato il mare in vetta alle mete di viaggio per 4 italiani su 10, ma città d’arte e montagna hanno tenuto bene, totalizzando un ulteriore 30% delle preferenze. Lo conferma anche la graduatoria delle regioni selezionate come top destination: Liguria, Toscana, Campania, Trentino Alto Adige e Lazio. L’orizzonte di riferimento è quasi esclusivamente nazionale: il 13% degli intervistati avrebbe fatto viaggi all’estero, quasi esclusivamente in Europa. Conseguentemente, il mezzo di trasporto principe per chi è partito a settembre è stato l’auto privata, utilizzata da 6 italiani su 10. Per Coldiretti i numeri sono invece di 9,8 milioni di italiani in viaggio nello scorso mese di settembre (in aumento dell’11% rispetto all’anno precedente). Per molti si è trattato in realtà di un supplemento di vacanza, anche per pochi giorni, prima del ritorno alla quotidianità del lavoro. Quasi un milione le presenze stimate in agriturismo secondo Terranostra e Campagna Amica. Una vacanza a contatto con la natura, ideale per tanti turisti e buongustai che possono anche approfittare delle numerose sagre. E con le ultime partenze di settembre sembra finire – spiega Coldiretti – una stagione turistica con 37,5 milioni gli italiani che hanno deciso di trascorrere una vacanza durante l’estate 2023.

Laura Dominici

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