EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

Più peso al business travel per Alitalia

12/10/2018 11:52
Switch dal 20 al 40%, Fabio Lazzerini: "La compagnia era diventata troppo leisure". Per le vacanze concentrazione su aree geografiche rilevanti, a cominciare dall'Oceano Indiano

Un'Alitalia che dà segnali di ripresa anche grazie alla fiducia della distribuzione turistica è quella che Fabio Lazzerini, neo chief business officer, comunica al mercato: il 60% delle vendite è delle agenzie di viaggi, che realizzano il 68% del fatturato. "Non abbiamo un market share dominante, ma cresciamo del 3% - argomenta -, conta che sia il lungo raggio ad aumentare ed è lì che dobbiamo puntare. Chiuderemo con un utile netto fra l'1 e i 2 milioni, numeri minimi sono d'accordo, almeno un valore in nero dal 2012".

Nel percorso di trasformazione e risanamento votato al cambio societario e al mantenimento dell'italianità, Alitalia apporta una significativa modifica all'asse strategico tra i segmenti di traffico business e leisure. "La compagnia era diventata molto leisure, spostata su grandi gruppi, vogliamo un equilibrio più corporate", spiega il manager. Le quote del comparto d'affari passano così dal 20 al 40%, mentre per il leisure si cerca un traffico individuale a più alta redditività.

In questo senso prodotti come lo shuttle su Londra da Linate, con otto voli al giorno ed estrema flessibilità per i passeggeri, di prendere quello più comodo secondo gli appuntamenti di lavoro, vengono confermati, avendo incassato un incremento di pax del 26%. "Precedentemente in Alitalia si toglievano le rotte per non perdere la competizione con le low cost - continua Lazzerini -, oggi le aumentiamo e le affiniamo; con questo cambio di cultura aziendale vediamo risultati".

Focus sull'Oceano Indiano

Il timone puntato ai viaggi d'affari non lasci intendere che la compagnia non volerà sulle mete vacanziere, solo saranno più mirate. "Vogliamo essere rilevanti su alcune aree geografiche, da questo inverno sarà l'Oceano Indiano, l'anno prossimo significativo è l'aumento sul Brasile (+56%)". Anche il Sudafrica accoglierà più capacità, mentre gli Stati Uniti vedono le prime novità con Washington dalla Summer 2019.

La partita transatlantica è la più delicata con l'ingresso di un partner industriale in Az: la joint venture con Delta ed Air France-Klm, realizzata nel 2007 dopo l'apertura degli Open Skies tra Europa e Usa (scade nel 2022), non permette ad Alitalia di incrementare le rotte come vorrebbe e ci sono già state delle trattative in Skyteam. Nel frattempo, a luglio dell'anno scorso il vettore americano e il gruppo franco-olandese hanno costruito un'altra Jv, con Virgin Atlantic e China Eastern, di cui si sta cercando di capire quale ruolo dovrà (e se dovrà) avere Alitalia. Forse non proprio a caso, le ipotesi della cessione a vettori cinesi non sono così fuori luogo. p.ba.


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte