Africa: il turismo è tornato

Il turismo nel continente Africano torna a crescere. E gli operatori turistici ora hanno più di un motivo per ricominciare a sorridere. Se già nel 2022, secondo l’Unwto, gli arrivi di turisti internazionali erano più che raddoppiati rispetto all’anno precedente, nei primi 5 mesi del 2023 hanno registrato un ulteriore aumento del 58%. Chi ha trainato questa ripresa? Senz’altro l’Egitto, Mauritius, il Sudafrica, il Botswana, il Kenya e la Tanzania. Senza dimenticare che con la terraferma compete sempre anche l’isola di Zanzibar. 

D’obbligo ricordare che secondo l’Organizzazione mondiale del turismo entro il 2030 in Africa raddoppierà il numero dei viaggiatori stranieri e la spesa dei consumatori per turismo, ospitalità e attività ricreative dovrebbe raggiungere i 261,77 mld di dollari.   

Parola d’ordine, sicurezza 

Chi sceglie di visitare il continente africano oggi lo fa in piccoli gruppi ma ci sono anche molti individuali, soprattutto in viaggio di nozze: “Quello che tutti cercano è la sicurezza – ha spiegato Alessandro Simonetti, general manager di African Explorer –. Kenya e Tanzania stanno crescendo molto soprattutto per quanto riguarda i safari, ma si fa sempre più diffuso anche l’interesse verso il Sudafrica, una destinazione sicura e che offre un ampio ventaglio di proposte, dal bagno con gli squali al bunjee jumping sul Bloukrans Bridge, dai giri in mongolfiera ai tour per scoprire il Karoo National Park e il Blyde River Canyon, fino ad arrivare alle esperienze nelle cantine delle Winelands e ai city tour tra Cape Town o Johannesburg”.  

Il ritorno del Kenya 

Il Kenya è stato classificato tra i Paesi mondiali che hanno recuperato più velocemente posizioni dopo il blocco pandemico. Molto è stato fatto dagli Stati Uniti, che hanno contribuito ad iniettare dollari sul mercato nazionale dando impulso ai guadagni, seguiti da Germania e Regno Unito, mentre l’Italia non è ancora rientrata nella Top 10. 

Sulla destinazione tornano a fare grandi numeri i vecchi player, ma se ne affacciano anche di nuovi, come Futura Vacanze, che ha recentemente annunciato il suo esordio nel lungo raggio proprio partendo dal Kenya, con l’ingresso in programmazione del Club Twiga di Watamu  

La scommessa di Futura Vacanze 

Il Futura Club Twiga che si affaccia direttamente su una spiaggia di sabbia bianca all’interno dell’area conosciuta con il nome di “Sardegna 2” nel parco naturale marino di Watamu, sarà commercializzato in esclusiva sul mercato Italia e grazie alla collaborazione con Neos sarà raggiungibile a partire dal 20 dicembre dagli aeroporti di Milano Malpensa, Verona e Roma Fiumicino: “L’inserimento di una nuova destinazione come il Kenya conferma la nostra volontà di crescere nella programmazione estera – ha sottolineato il direttore commerciale Belinda Coccia –  offrendo alla distribuzione un prodotto di grande qualità, molto conosciuto e performante”.  

Effervescente Tunisia 

Nel panorama africano, c’è anche un altro Paese che chiude la stagione turistica 2023 in nettissima ripresa: la Tunisia, destinazione che torna ad essere una scommessa vincente anche per l’area del Mediterraneo. 

Gli ultimi dati riferivano l’arrivo (al 20 agosto) di 5 milioni e 900mila visitatori internazionali (+64,3 % vs 2022) trainati da Francia, Germania, Polonia, Uk e Repubblica Ceca, con un mercato Italia assai performante che già contava 79mila e 500 arrivi (+24,2% vs 2022): “La previsione è di chiudere la stagione con più di 130mila italiani e recuperare i risultati dell’anno 2019, persino superarli – ha commentato Souheil Chaabani, direttore dell’ente del turismo tunisino in Italia -. Djerba, Hammamet, Sousse e Mahdia restano sempre le località più gettonate ma anche Tozeur e Douz, nel sud ovest tunisino, sono apprezzate per il turismo sahariano”.   

Alto gradimento per Djerba  

Tra coloro che osservano da vicino i numeri generati dalla Tunisia c’è il Gruppo Nicolaus, a cui anche quest’anno spetta il primato di player principale sull’isola di Djerba con circa il 50% degli arrivi originati dal mercato italiano: “La Tunisia si conferma meta in forte evidenza con una crescita dei ricavi che si attesta su un +45% rispetto al già ottimo 2022, a fronte di una crescita dell’impegno del 15% – commenta la pm del Gruppo Laura Mangialardi -. I risultati sono legati a diversi fattori, fra cui l’ottimo rapporto qualità-prezzo, la vicinanza all’Italia e l’affiliazione di alcuni prodotti chiave come il Valtur Djerba Golf Resort & Spa”.  

I sogni sbriciolati del Marocco 

Si apprestava a chiudere una stagione di ottimi risultati anche il Marocco che, lo ricordiamo, in Africa è il Paese più visitato. Secondo i dati più aggiornati solo a giugno aveva raggiunto 1,4 milioni di arrivi, con un aumento del 20% rispetto a giugno 2022. Nella prima parte del 2023 gli italiani erano stati 173.290, 101mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+141%) su un volume totale di 6,5 mln di arrivi (+92% vs 2022). Le immagini del sisma che purtroppo ha interessato il Paese, e in particolare la città di Marrakech, oggi si scontrano però con quell’obiettivo ambizioso che puntava a raggiungere nei prossimi tre anni quota 17,5 mln di turisti e 120 miliardi di entrate in valuta estera.  

Alessandra Tesan

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