Revisione direttiva: A4E chiede che sia un atto equilibrato

La Direttiva sui pacchetti turistici è oggetto di revisione da parte della Ue. La Commissione ha fatto le sue proposte in merito al Regolamento sui diritti dei passeggeri 261/2004 e della Direttiva Pacchetti. In un articolo Il Sole-24 Ore riassume i diversi interventi che sono stati proposti. In queste ultime settimane di alcuni temi si è parlato molto tra gli incontri di settore, convention, dove gli addetti ai lavori hanno avuto modo di confrontarsi e anche di esternare eventuali timori o perplessità e uno dei temi più caldi è stato per esempio quello dell’acconto.

I punti proposti

Tornando all’articolo del quotidiano, tra i punti proposti dalla Ue ci sono: il rimborso dei biglietti aerei acquistati con il tramite di un intermediario come una adv. In caso di annullamento i clienti saranno rimborsati dall’intermediario o dall’operatore del trasporto.

Un altro punto è quello dei voucher, strumento di cui si è parlato tanto durante la pandemia, essendo stato introdotto per venire incontro a viaggiatori e comparto nel caso dei viaggi cancellati a causa della pandemia. Misura, che diede un po’ di linfa al settore, ma che, come si ricorderà, non venne ben accolta dalle associazioni dei consumatori. Bene, in tema di voucher si potrà avere il rimborso automatico nel caso in cui non siano stati utilizzati nel periodo di validità – riporta il Sole -, inoltre, si parla anche della aggiunta di una forma di protezione contro l’insolvenza delle adv. E’ confermato il diritto al rimborso entro due settimane.

Veniamo al tema dell’acconto. A quanto riportato dal quotidiano, è stato proposto che, quando viene acquistato un pacchetto all’atto della prenotazione potrà essere richiesta una caparra massima del 25% fino a 28 giorni prima della partenza.

Questo in estrema sintesi il quadro che ci riserviamo di andare a esaminare nel dettaglio prossimamente, raccogliendo i commenti del settore. Intanto riportiamo alcune osservazioni di A4E e la sua richiesta di equilibrio.

Le osservazioni di A4E

Airlines for Europe (A4E) esorta i politici dell’Ue a garantire che il risultato finale sulla revisione della direttiva sui viaggi tutto compreso (Ptd) fornisca un atto legislativo equilibrato che non sconvolga il settore del turismo in Europa. La proposta della Commissione Europea, pubblicata il 29 novembre, introduce cambiamenti di vasta portata che avranno implicazioni per tutti i fornitori in Europa, vien fatto presente nella nota.

A4E pone l’accento sul valore dei pacchetti di viaggio, sottolineando che sono la forma di viaggio più sicura e offrono la migliore tutela del consumatore. L’obiettivo principale – pertanto – dovrebbe essere quello di garantire che i fornitori europei di pacchetti vacanza rimangano competitivi. Secondo A4E qualsiasi regolamentazione eccessiva dei pacchetti vacanza non migliorerà la tutela dei consumatori, ma si tradurrà in costi più elevati per i consumatori. Il che potrebbe incoraggiarli a scegliere forme di viaggio più economiche che non offrono neanche lontanamente le stesse tutele dei viaggi tutto compreso. Insomma, potrebbe fare da deterrente alla scelta della vacanza organizzata.

Gli acconti regolamentati a livello Ue

La nota di A4E pone in evidenza il fatto che, per la prima volta in assoluto, gli acconti versati dai viaggiatori ai fornitori di pacchetti turistici saranno regolamentati a livello Ue e limitati al 25% del prezzo totale del pacchetto, a meno che non vi sia una giustificazione per un importo più elevato. Questa nuova norma, insieme ad altre disposizioni, secondo A4E, renderà più difficile e onerosa la gestione dell’attività dei fornitori di pacchetti turistici e rischia di avere un impatto negativo sull’intera catena del valore del turismo, comprese le compagnie aeree.

Secondo Ourania Georgoutsakou, amministratore delegato di A4E, “la proposta di revisione della Direttiva sui viaggi tutto compreso cambierà i flussi finanziari nel settore del turismo durante i normali periodi lavorativi e rischia di avere un impatto negativo sull’intera catena del valore del turismo in Europa. È deludente che la pandemia, in quanto situazione assolutamente eccezionale e unica, venga utilizzata come punto di riferimento per la regolamentazione – ha osservato -. Ciò nonostante il settore abbia dimostrato in molte occasioni la sua resilienza alla crisi. Siamo ansiosi di lavorare con i politici dell’Ue per garantire che il risultato finale sia il più equilibrato possibile”.

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