Oggi, primo maggio, a quanto ci risulta, entra in vigore l’obbligo di ritenuta sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari, percepite dalle agenzie di viaggi e turismo, nonché dagli agenti, raccomandatari e mediatori marittimi e aerei e dagli agenti e commissionari di imprese petrolifere.
La Legge di Bilancio 2026
L’esonero è stato rimosso con la Legge di Bilancio 2026, che aveva precedentemente disposto l’applicazione della ritenuta a partire dal 1° marzo 2026, data poi differita al 1° maggio. Una decisione che, come spiegato dal Mef, si è resa necessaria “in ragione delle peculiari caratteristiche in cui operano i soggetti dei comparti in questione, che rende particolarmente complesso l’adeguamento dei sistemi informatici ai fini dell’applicazione della ritenuta”.
Come funziona la ritenuta
L’l’art.25-bis Dpr 600/73 prevede che i soggetti che corrispondono provvigioni, cioè i cosiddetti sostituti di imposta, debbano applicare una ritenuta a titolo d’acconto al momento del pagamento.
La ritenuta d’acconto viene applicata sulle provvigioni (le commissioni classiche). Si tratta quindi di un meccanismo di prelievo anticipato dell’imposta. Il soggetto committente trattiene una quota del compenso riconosciuto al percettore e la versa all’Erario quale anticipo dell’imposta sul reddito dovuta dal percipiente. La ritenuta viene applicata con aliquota precisa, per legge riguarda il 23% sul 50% della provvigione (a questo link l’articolo con l’intervento della ragioniera Alessandra Bocchini, contabile senior che segue alcuni associati di Fiavet Emilia Romagna e Marche).
Il malcontento del settore
Il comparto del turismo organizzato si è detto subito preoccupato in merito all’entrata in vigore del nuovo obbligo, visto il numero crescente di incombenze e di adempimenti che deve fronteggiare il settore. E lo scorso febbraio ha chiesto una proroga (qui la richiesta di Fto e Astoi). Preoccupazione e malcontento che non si sono placati, a maggior ragione in queste ultime settimane, a seguito della complessa situazione internazionale dovuta al conflitto in Medio Oriente, l’arrivo di una nuova tassa non agevola la situazione.
Negli scorsi mesi non sono mancate le prese di posizioni da parte degli addetti ai lavori. “Questa norma rappresenta una penalizzazione concreta per le agenzie di viaggio – ha affermato Ivano Zilio, presidente di Primarete – perché sottrae liquidità immediata alle imprese. In un settore come il nostro, dove la liquidità è fondamentale per operare, investire e programmare, si tratta di un segnale estremamente negativo”. A suo dire “poco o nulla è stato fatto per contrastare questo emendamento, che a mio avviso comporterà anche un aumento dei costi contabili e amministrativi all’interno delle aziende. Un aggravio che colpisce soprattutto le piccole e medie realtà, ossatura del turismo italiano”.
A intervenire sul tema anche Fulvio Avataneo, presidente di Aiav, nella sua analisi ha messo in evidenza quello che a suo avviso è il “vero tema” e cioè “rende ancora più complesso il già non semplice lavoro delle imprese: anziché semplificare e ridurre il pressing normativo, lo Stato appesantisce ogni passaggio, senza considerare che le agenzie di viaggi sono perlopiù micro-imprese nelle quali ogni adempimento in più nel back office sottrae spazio e tempo al front office dedicato alle vendite” (qui l’intervento completo).
Stefania Vicini

















