Un trend positivo che riguarda gli investitori, ma anche gli operatori alberghieri è quello che caratterizza il momento contingente sul fronte degli investimenti in ambito hospitality. La conferma arriva da Dario Leone, head of hospitality & leisure Savills società attiva nell’ambito della consulenza immobiliare.
Tra mercati consolidati e nuovi
Ci sono stati però dei cambiamenti a cui si è assistito, per esempio il fatto che l’Italia oggi attragga “l’interesse delle catene alberghiere non più come avveniva anni fa, solo nelle principali città, come Roma, Milano, Firenze, Venezia – osserva Leone -. Oggi ci sono tanti mercati che si sono consolidati o che sono nati, uno è quello dei laghi“.
L’ascesa dei laghi italiani
Il manager si sofferma in particolare sulla “crescita esponenziale che ha avuto negli ultimi anni il mercato del Lago di Como” e allo stesso tempo osserva che stanno ripartendo mercati come quello “del Lago Maggiore o del Garda dove sta avvenendo un cambio di gestione, molti alberghi iniziano ad andare sul mercato e sono di dimensioni più grandi”.
Tutto ciò porta ad una chiara constatazione da parte del manager, “quando si fanno processi competitivi anche in queste località”, allora non si può non notare come si stiano sviluppando interessi “che anni fa riguardavano solo le principali città”.
La crescita del leisure tra mare e montagna
Tra i trend degli ultimi anni “è cresciuto tanto il mare, gli investitori – spiega Leone – hanno iniziato a vedere questo prodotto come meno rischioso. C’è da considerare, poi, che sul mare molti alberghi sono vecchi e stanchi, necessitano di essere rilanciati, grazie all’interesse degli investitori, gli operatori possono farlo”.
Tra le regioni d’appeal Leone menziona Sicilia, Puglia, Sardegna, ma osserva anche che si avverte “una mancanza di prodotto con una domanda che è superiore all’offerta”.
C’è però l’interesse “a creare nuovi mercati, nell’ultimo periodo si è parlato tanto di montagna e si sta iniziando a comprendere che non è solo d’inverno, se si hanno i flussi funziona anche durante il periodo estivo”. Certamente si tratta di un processo nella sua fase iniziale, a essere coinvolte sono le location più conosciute, “si guarda a Courmayeur, a Cervinia, alle Dolomiti”.
Le città secondarie
Nella sua analisi il manager mette in evidenza un trend positivo che riguarda anche l’ambito urbano, in particolare sul fronte degli investimenti il capitale punta oltre le solite Big Four, si aprono prospettive di crescita anche per città secondarie, “c’è interesse a entrare a Verona, Trieste, Genova, Palermo, Napoli, sono mercati molto interessanti – osserva Leone -, si capisce che non è solo un trend degli ultimi anni, momentaneo, ma che in prospettiva c’è tanto da fare”.
Stefania Vicini

















