Msc Crociere e la visione di Onorato

“Finalmente va bene”. E’ il commento soddisfatto di Gianni Onoratoceo di Msc Cruises e board member del Cda del Gruppo Bluvacanze, intervenuto alla recente inaugurazione di MR91, la nuova agenzia del Gruppo Bluvacanze a Milano. 

Il manager analizza il settore delle crociere, parla di investimenti, di crescita, si toglie qualche sassolino dalle scarpe e fa un accenno al passato, riconoscendo che, “quando si faceva il risk management con l’elenco di tutti i rischi possibili, la pandemia doveva stare nei primi dieci. La si metteva sempre al decimo posto perché ce la dimenticavamo sempre, la si inseriva perché c’era la regola di doverla mettere, ma nessuno ci credeva veramente. Poi ci siamo svegliati quella mattina…, ma noi abbiamo cominciato un mese prima perché avevamo una nave in Cina e l’abbiamo fermata prima che tutto succedesse anche in Europa”, ricorda il manager, parlando di una pandemia che ha fatto da spartiacque anche nel modo di fare le previsioni.

Un settore in crescita

La buona notizia è che nel 2023 “c’è stata una forte ripresa e ci sarà anche nel 2024. Il nostro è un settore in crescita, che prevede 44 navi in costruzione nei prossimi anni a livello mondiale, di cui 34 saranno costruite in Italia da Fincantieri”. Il dato ulteriormente positivo messo in luce dal manager è che “molte di queste unità operano in Italia e delle 44 in costruzione, 8 sono navi Msc, che operano prevalentemente nel Mediterraneo”. Poi un altro dato: “Nel 2024 ci saranno 14 milioni di turisti movimentati dalle crociere, come Msc ne rappresentiamo circa 4,5 milioni, un contributo importante all’economia e anche ai piccoli centri”, afferma.

“L’Italia è inoltre il Paese europeo a trarre i benefici maggiori dal settore crocieristico, che vi sviluppa un giro d’affari annuale pari a quasi 15 miliardi di euro, assicurando circa 125.000 posti di lavoro, al netto dell’enorme ricaduta economica e occupazionale assicurata dall’attività dei cantieri che costruiscono le navi. È quindi molto importante che la crocieristica venga adeguatamente valorizzata e supportata, anche nei suoi sforzi e negli investimenti sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione che fanno da apripista a numerosi altri settori industriali”.

Il tutto a fronte di un cliente che “cerca sempre qualcosa di diverso. La vacanza è molto importante per la salute mentale e noi abbiamo il dovere di renderlo felice quando viene in vacanza”.

La soluzione all’overtourism

Onorato osserva anche che si tratta di un settore che “permette di risolvere il problema dell’overtourism, che è un problema di organizzazione. Noi pubblichiamo i nostri programmi due anni prima, quindi organizziamoci”, esorta, ma pensa anche ad accordi con il territorio dove arrivano le navi, in modo che la discesa degli ospiti a bordo non coincida con momenti di picco della città in cui avviene lo scalo. Inoltre, invita a considerare il valore che può avere ogni passeggero, visto che “ogni persona porta circa 100 euro per ogni scalo in ogni porto”, tra taxi, spese a terra.

Quanto alla compagnia è presente in cinque continenti, quest’anno non ci sarà il Mar Rosso per motivi legati alla contingenza, ma ci saranno le Canarie, “mancava l’itinerario e lo abbiamo inserito”.

Una strategia di crescita

Onorato lo dice chiaramente, la strategia portata avanti è “di crescita come gruppo, un gruppo svizzero che è tra i principali investitori in Italia. E continueremo a farlo. Crediamo tanto nello sviluppo delle crociere e del turismo, pensiamo ci sia spazio per poterlo fare – afferma -, in Italia dove il prodotto crociere è molto accessibile. Inoltre, le crociere nel Mediterraneo sono sempre più importanti e favoriscono una forma di turismo che viene dall’estero. Investiremo sempre più in navi moderne, che mettono al centro la sostenibilità. L’obiettivo 2030 è di arrivare ad un 40% di riduzione di emissioni e forse – fa sapere il manager – ci arriveremo con un paio di anni di anticipo”.

Quello della sostenibilità è uno dei settori su cui la compagnia ha focalizzato molti dei suoi investimenti, “su navi con una nuova tecnologia, a gas liquido naturale, che garantiscono una riduzione nell’emissione di Co2 del 25% e sono predisposte per ricevere il bio fuel per arrivare alle emissioni vicino allo zero”.

A tal proposito il manager si toglie qualche sassolino dalle scarpe, affermando che “c’è qualcuno che non ha interesse a produrre questo tipo di carburante, invece noi siamo pronti per farlo. Anche per l’elettrificazione in porto, aspettiamo il 2025 per poterlo fare in Italia”. Poi un’altra stoccata: “A livello Ue interessano poco tutte queste cose, visto che ci hanno messo una nuova tassa, l’Ets di 100 euro e non si sa dove andrà”.

Tra gli investimenti anche quelli tecnologici. La compagnia sta rifacendo la piattaforma del sito b2c e il Crm con il passaggio ad una nuova piattaforma.

Poi un accenno a World America, che arriverà a marzo del 2025. “Abbiamo costruito dei distretti a seconda della segmentazione dell’ospite che ha la propria destinazione sulla nave, che si esprime con il proprio ristorante, il proprio divertimento”. Poi fa un passo in più affermando che “a volte le navi più grandi inquinano meno perché sono le più moderne, fanno divertire di più e permettono di essere accessibili anche dal punto di vista economico”. Tra i trend evidenziati c’è il segmento lusso che è “in forte crescita con esperienze di lusso vero e scali particolari”. L’intenzione dichiarata dal manager è chiara: “Vogliamo essere una azienda internazionale che permette di favorire il turismo in Italia e outbound”.

Stefania Vicini

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