Settima edizione di HospitalitySud. L’evento parte domani alla Stazione Marittima di Napoli e sarà in corso fino a venerdì 20 febbraio. Un’occasione di incontro professionale con titolari, manager, impiegati e consulenti di hotel, resort, dimore storiche, agriturismi, villaggi, camping, bed & breakfast, affittacamere, case vacanza per le aziende che si occupano di forniture e di servizi.
Il palinsesto
Ad aprire i lavori Teresa Armato, assessore al Turismo e alle Attività Produttive Comune di Napoli e Ugo Picarelli, fondatore e direttore HospitalitySud con la presentazione della ricerca “Napoli città turistica nella governance regionale e nel sistema Paese” a cura di Srm – Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo.
A seguire, interverranno Costanzo Jannotti Pecci, presidente Unione Industriali Napoli, Costanzo Iaccarino, presidente Federalberghi Campania e Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Campania.
In occasione della conferenza di apertura si svolgerà la tavola rotonda “Il ruolo delle unicità territoriali nella costruzione dell’esperienza hospitality”, in collaborazione con la Fondazione Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori di Napoli e provincia e con Adi Associazione per il Disegno Industriale della Campania, con il confronto tra i professionisti del contract arredo, gli albergatori e le destinazioni turistiche della provincia di Napoli, al fine di condividere best practice, favorire la collaborazione e dare risoluzione alle sfide dell’ospitalità.
La tavola rotonda vuole esplorare l’ospitalità non come prodotto isolato, ma come esperienza immersa nella ricchezza del territorio, capace di trasformare la visita in un percorso esperienziale riconoscibile e vantaggioso per le imprese ricettive e per l’economia locale.
La ricerca di Srm
Napoli si conferma oggi uno dei principali poli turistici del Mezzogiorno e un nodo strategico sempre più rilevante nel sistema turistico nazionale.
Negli ultimi anni la città ha consolidato una traiettoria di crescita significativa, rafforzando la propria capacità attrattiva grazie all’aumento dei flussi, alla crescente incidenza della componente internazionale e a un progressivo potenziamento delle infrastrutture di accesso. In questo scenario si inserisce lo studio “Napoli città turistica nella governance regionale e nel sistema Paese”, realizzato da Srm – Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo.
Il lavoro rientra nell’ambito dell’Osservatorio Turismo & Territorio di Srm, attivo da oltre vent’anni nell’analisi delle trasformazioni del comparto turistico, con particolare attenzione alle regioni meridionali, e nasce con l’obiettivo di approfondire il ruolo di Napoli come hub regionale e come leva di sviluppo per l’intero territorio.
Napoli e i suoi numeri in crescita
Nel 2025 Napoli registra circa 15 milioni di presenze turistiche, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente e un recupero pari al 106,1% rispetto ai livelli del 2019. La città concentra da sola il 68% delle presenze complessive regionali, quota che sale al 75% se si considera esclusivamente la componente estera, confermando così il ruolo di principale hub turistico della Campania e porta di accesso privilegiata verso il Sud Italia.
Il grado di internazionalizzazione risulta particolarmente elevato: il 62% delle presenze è rappresentato da turisti stranieri, contro una media nazionale del 56%, evidenziando una crescente capacità della città di intercettare mercati esteri e domanda internazionale ad alto potenziale.
Secondo le stime della Dmo Napoli, inoltre, l’ultimo anno si è chiuso con un numero complessivo di visitatori – includendo escursionisti giornalieri e crocieristi – superiore ai 20 milioni, con una crescita del 45% nell’ultimo triennio, rafforzando ulteriormente il posizionamento della città come destinazione di primaria importanza.
Le imprese napoletane
In questo quadro, anche le imprese locali mostrano un atteggiamento positivo e orientato alla crescita. La survey Srm 2025 evidenzia che il 38% delle imprese napoletane prevede nuovi investimenti nel prossimo triennio, quota che sale ulteriormente (59%) se si considerano quelle che dichiarano di essere pronte a investire in presenza di incentivi o mutate condizioni di mercato.
Le priorità di investimento delle imprese napoletane mostrano un orientamento chiaro verso capitale umano, sostenibilità e qualità dell’offerta, con valori spesso superiori alla media nazionale.
In primo luogo, emerge la centralità della formazione del personale e del management, che rappresenta l’ambito più rilevante (con un punteggio medio di 3,78 su una scala 1-5, contro 3,45 in Italia), segnale di una crescente consapevolezza del ruolo delle competenze nella competitività delle strutture. Accanto a questo, si rafforza l’attenzione verso pratiche Esg e miglioramento dei processi.
La competitività del turismo dipende sempre più dall’integrazione tra tecnologie e competenze. Le imprese attribuiscono punteggi medi elevati agli strumenti digitali per la gestione, l’analisi dei dati e il marketing, riconoscendoli come leve strategiche per migliorare efficienza e qualità dell’offerta.
Allo stesso tempo, emergono come prioritarie le competenze digitali, organizzative e legate alla sostenibilità, insieme alle soft skills. Il rafforzamento del capitale umano è confermato anche dai 10.721 laureati Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics) nel 2024 nella regione (+28,1% rispetto al 2014), segnale di un ecosistema in evoluzione.
La sfida di Napoli
Nel complesso, le imprese mostrano una spinta strategica agli investimenti, ma chiedono una governance solida per trasformare la crescita turistica in sviluppo strutturale e sostenibile. Napoli si trova di fronte a una sfida strategica: trasformare l’attuale fase di crescita quantitativa in un modello di sviluppo turistico qualitativo, sostenibile e innovativo, capace di generare valore strutturale e duraturo per la città e per l’intera regione.
Destagionalizzazione, diversificazione e delocalizzazione dei flussi rappresentano leve fondamentali per distribuire in modo più equilibrato la ricchezza turistica sul territorio campano, riducendo pressioni eccessive sulle aree più congestionate. Parallelamente, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la trasformazione digitale e la formazione del capitale umano assumono un ruolo centrale per rafforzare la competitività internazionale e migliorare l’esperienza complessiva del visitatore. La crescita del turismo a Napoli non può essere interpretata solo come aumento dei numeri, ma come opportunità di costruire una governance più efficace e un sistema economico più resiliente, capace di integrare imprese, comunità e istituzioni in una strategia condivisa.
Il programma di HospitalitySud
HospitalitySud propone due giornate di confronto e approfondimento dedicate ai temi che stanno ridisegnando il futuro dell’ospitalità: innovazione tecnologica, sostenibilità, design, governance dei territori, valorizzazione delle professionalità e sviluppo turistico. L’evento prevede un programma di 30, tra incontri e seminari, con 100 relatori e con un salone espositivo al quale partecipano le aziende top nella loro area merceologica.





















