Segnali incoraggianti per il 2020

Dopo un 2019 non del tutto brillante, i segnali per l’incoming 2020 sono incoraggianti, nonostante due spettri che aleggiano in lontananza, il coronavirus e il possibile aumento dell’Iva per alberghi e ristoranti.
Carlo Zanolla, contract manager di Mamberto, che si occupa di incoming in Liguria e basso Piemonte, definisce il 2019 una stagione difficile per gli individuali e i gruppi. Il manager quantifica il calo tra il 15 il 20%. “L’unico mercato che non ha registrato flessioni è stato quello russo, in leggero aumento”.  Diversi i motivi che hanno concorso a questo risultato: “Nel periodo di prenotazione tra dicembre e febbraio-marzo 2018-2019 siamo stati esposti sui canali internazionali con un’immagine negativa. Poi c’è stata la riapertura di Turchia ed Egitto, che sono andati a toccare il nostro target di clientela, famiglie con bambini e coppie”.
Il 2020, però, sembra viaggiare su un altro binario: “Non si è partiti male. Registriamo incrementi tra il 10 e il 20% per il mercato tedesco, inglese e russo – prosegue Zanolla -, in contro tendenza, invece, quello scandinavo. Per fortuna non lavoriamo con gli asiatici e in effetti in alcune zone, mancando questo flusso di turisti, si trovano maggiori disponibilità”.
Ma quali sono le maggiori difficoltà che si registrano nell’attività incoming? “Poca partecipazione del pubblico nella promozione turistica. Cinque o sei anni fa si organizzavano educational per adv e t.o. russi e la Regione partecipava; negli ultimi anni non c’è stato nulla di tutto ciò”. In più c’è l’aumento dell’Iva per alberghi e ristoranti: “Oltre alla tassa di soggiorno – argomenta il manager -, parliamo di un ulteriore balzello. Per la maggior parte se ne farà carico l’albergo e in molte strutture il prezzo è già tirato all’osso”.
Anche per Napoleon il 2019 si è caratterizzato come una “stagione partita con difficoltà – spiega il responsabile commerciale Marco Rosselli -, ma poi chiusasi in maniera positiva”. Per il 2020 “i segnali sono incoraggianti, perché ripercorrono gli inizi dell’anno passato”. Quanto al prodotto “Elba e Toscana sono stabili, dato che ormai su queste due siamo un operatore consolidato”. Anche se la prevalenza della clientela è rappresentata da italiani, tra i mercati stranieri si distinguono “so prattutto con i gruppi, svizzeri, tedeschi e francesi”. Ma ci sono nuovi mercati che si intendono approcciare?
“Sicuramente – risponde Rosselli – c’è interesse per l’Est europeo”.
In merito alle problematiche nell’attività incoming, il responsabile commerciale parla di una “difficoltà che risiede nel prodotto, il Mare Italia, che si presta sicuramente al fai da te”.
Non pesa il mancato appoggio del pubblico? “Ormai siamo abituati allo scarso sostegno, ci muoviamo con le nostre gambe”. Certo il possibile aumento dell’Iva non sembra aiutare: “Si spera che queste decisioni vengano prese dopo aver fatto le giuste analisi. Si tratta di un aumento delle tasse che potrebbe affossare ulteriormente il prodotto”.
Diverso il trend per l’incoming sul segmento lusso: “I dati sono positivi – commenta Mario Cardone, founder di Autentico Hotels -. Si tratta di un mercato che continua a registrare una forte crescita. L’Italia rimane una destinazione ambita a livello mondiale da quattro anni e nell’ultimo anno,  testimonia l’ultimo report di Virtuoso, ha raggiunto la prima posizione per matrimoni e famiglie, un fatto mai verificatosi prima”.
Stati Uniti, Regno Unito, Nord e Centro Europa i bacini principali: “Stanno crescendo anche Australia, Canada, Messico e Brasile – dice Cardone -. Buone le performance del mercato domestico, in ripresa. L’Italia rappresenta la terza o la quarta destinazione per le strutture con cui lavoriamo”.        

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